SICILIANI, FIERI, MA INSODDISFATTI

È un vero e proprio promemoria per le pubbliche amministrazioni dell’Isola quello che emerge dall’ultima indagine dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis sulla qualità della vita in Sicilia.
Un’agenda delle priorità per il Governo della Regione e per i nuovi Sindaci e Presidenti di Provincia eletti il 16 giugno scorso.
"Si dichiarano orgogliosi della propria identità e delle proprie radici i siciliani, ma nel contempo – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento - manifestano una profonda insoddisfazione per la scarsa efficienza dei servizi pubblici, sicuramente al di sotto di ogni accettabile standard europeo.
Servizi sociali e sanitari – prosegue Vento - sono bocciati da più dell’80% dei cittadini, che manifestano punte di criticità e di insoddisfazione anche sulla gestione dei servizi ambientali e sul sistema di trasporti e viabilità, inadatto a sostenere un valido progetto di sviluppo".
"I siciliani – conclude il direttore di Demopolis - condividono le recenti scelte del presidente Lombardo di riorganizzare il sistema sanitario nell’Isola (auspicando una migliore qualità della sanità pubblica), di rinnovare radicalmente la formazione professionale e il sistema di gestione dei rifiuti nell’Isola con la riduzione degli Ato".
Dalla ricerca dell’Istituto Demopolis (coordinata da Pietro Vento con la collaborazione di Giusy Montalbano e Sabrina Titone) emerge marcata anche la richiesta di una profonda innovazione nelle modalità di gestione delle risorse europee a livello regionale per non perdere l’ultima occasione di crescita che si offre alla Sicilia da oggi al 2013, nel rispetto delle vocazioni naturali dell’Isola: turismo, ambiente e beni culturali.
I recenti esempi di sviluppo spagnolo o irlandese potrebbero rappresentare i modelli da seguire per i nuovi assessori regionali al Turismo, al Lavoro, ai Beni Culturali e per gli otto nuovi presidenti delle Province siciliane.
Voglia di servizi più adeguati e di ulteriori opportunità di sviluppo, dunque, per garantire un futuro nell’Isola alle nuove generazioni, per invertire il flusso dell’emigrazione intellettuale: oggi il 40% dei giovani neo-laureati o in età universitaria prende in considerazione l’ipotesi di dover lasciare la Sicilia per avere maggiori opportunità di realizzazione e di lavoro.
L’identità regionale è forte: il 54% si sente più siciliano che italiano (25%) o europeo (8%).
Il 77% si dichiara orgoglioso di essere nato nell’Isola; quasi i due terzi degli intervistati non rinuncerebbero [...]

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