SIMBOLI INIZIATICI NEL LIBRO ROSSO DI JUNG

di Alessandro Grossato
L’immaginazione attiva
Come segnala Sonu Shamdasani, «a Vienna, a partire dal 1909, lo psicoanalista Herbert Silberer1 condusse una serie di auto esperimenti sulla comparsa di allucinazioni in stato ipnagogico, mostrando come le immagini che in tal modo sopraggiungono fossero rappresentazioni simboliche del precedente flusso di pensieri. Egli era in contatto epistolare con Jung e gli inviò alcuni estratti dei suoi articoli». Inoltre, nel 1912 era uscito Die Magie als experimentelle Naturwissenschaft, dello scienziato positivista Ludwig Staudenmaier (1865-1933). Un libro singolare, che Jung lesse con molta attenzione.2 Dal mese di dicembre del 1913, Jung sperimenta un’originale tecnica di visualizzazione attiva. Sempre preceduta da esercizi di svuotamento della coscienza, che ricordano molto da vicino quelli dello Yoga hindu e buddhista3 , essa consisteva «nell’evocare di proposito una fantasia in stato di veglia, per poi addentrarsi in essa come se si trattasse...

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