SIMULACRON-IL 13°PIANO

  PERCHE' CAPIATE CHE NON C'E' NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE.
NON C'E' MAI.
NOI NON CREIAMO NULLA, E' TUTTO LI', DENTRO DI NOI.
LO TIRIAMO SOLO FUORI Hannon Fuller, famoso programmatore di mondi virtuali, è stato ucciso e ha lasciato l'unica traccia sul proprio delitto all'interno del mondo virtuale che ha programmato.
Il suo collega, Douglas Hall si sveglia con una camicia sporca di sangue e decide di investigare sul mistero che avvolge la morte di Fuller.
Scoprirà che quel mondo vituale non solo non è isolato, ma non è l'unico: dovrà quindi scontrarsi con personaggi di altri mondi, compreso il proprio.
In tale mondo, una proiezione di realtà virtuale immersiva ambientata nella Los Angeles del 1937, i giocatori interagiscono con personaggi creati da unità cibernetiche che li rendono pensanti.
La morte di Fuller, a capo di una grande azienda lasciata in eredità a Hall, sposta su quest'ultimo i sospetti della polizia.
Appare anche la figlia di Fuller, Jane, della quale Hall ignorava l'esistenza.
I personaggi della realtà virtuale, dotati di coscienza dal macchinario di Fuller, provano infatti risentimento per essere vittime di un gioco mentre pensavano di essere vivi: è il barista virtuale Jerry, nella realtà collega di Hall Jason Whitney, a voler capire il significato di una lettera che Fuller ha lasciato nel mondo virtuale a Hall, rivelandogli di essere a conoscenza di qualche terribile verità da dovergli riferire.
Nel frattempo la polizia scopre che Jane Fuller non è quella che vorrebbe dare a credere: il suo alter ego reale è Natasha Molinaro, ed è la cassiera di un supermercato che non ha memoria di alcuna interazione con le azioni di Jane Fuller: soffre infatti di amnesie temporanee.
Si scopre che i personaggi del mondo virtuale hanno un alter ego reale e che si inseriscono nei loro corpi per interagire.
Hall scopre nel frattempo un'agghiacciante verità: il mondo reale in cui egli crede di vivere è in realtà una simulazione anch'essa, che ha ricreato al suo interno un altro gioco con una simulazione ambientata negli anni 30.
Lo scopro andando alla Fine del Mondo, ossia ai limiti del mondo virtuale.
Quando Jane lo chiama sul cellulare per chiedergli dove sia finito, lui risponde: ALLA FINE DEL MONDO (nota mia...La fine del mondo è la lo sgretolamento della vecchia cieca visione, è lo shock ontologico di sapersi all'interno di un mondo illusorio.
Dove sono? perchè sono qui? Chi sono io? Da dove vengo? Dove vado? Esattamente le domande che i SUBCREATORI non vogliono che ci facciamo, poichè nessun [...]

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