SINCRETISMO

  SUL SINCRETISMO Per Comprendere il genio dell'Attore, dalle molteplici sfumature psicologiche, si rende necessaria una riflessione che chiarisca, una volta per tutte, il carattere ellenico, filosofico, pagano e l'inclinazione libertina, cioè eminentemente sincretica ed Antidogmatica dell'Arte Teatrale.
Il Sincretista, che fa dipendere ogni parvenza oggettiva dalla situazione prospettica soggettiva, da cui la si guarda, è, difatti, un individuo caratteristico di epoche ricche di spirito, e capaci di ampie vedute.
Per il suo carattere “teatrale”, antisociale e pericolosamente ribelle, egli è stato spesso perseguitato come filosofo, o come “eretico”.
La parola “sincretismo”, che entra nell'uso comune con il Barocco tedesco, nasce dalle squallide beghe dei preti cristiani, contro chi dimostri un'apertura mentale diversa, o maggiore della loro; e viene usata fin dall'inizio, in senso eminentemente dispregiativo.
Curioso, cosmopolita non in senso mercantile ed ebraico, ma in modalità intellettuali ed erotiche ellenistiche, ed alessandrine, ampio ed anti provinciale, il sincretista è, per coloro che non lo sono affatto, un brutto ricordo della cultura Ario-Ellenica.
Filosofo, libertino edonista, o epicureo, pedagogo ed ardente amante pederastico, all'uso greco e persiano, egli è un Maestro di intima chiarezza, che porta il disordine nelle altrui confusioni interiori.
Le sue sintesi unificanti, contrarie ad ogni dogma intellettuale o religioso, ad ogni dottrina settaria di seconda mano, fanno di lui, in Europa come altrove, il nemico d'elezione d'ogni ideologia monolitica, nonché di ogni religione monolatrica e pseudo monoteista.
È sempre lui che, sotto varie sembianze, gli Ebrei cristiani, fattisi europei, temono, anatemizzano, perseguitano e bruciano sui loro roghi teologico-filosofici; od ecclesiali.
Dal '600 tedesco, riemergono.
Quindi, questi due caratteri umani diametralmente contrapposti: il “Sincretista”, per lo più ariano e pagano, e il suo persecutore: l'Integralista confessionale; per lo più ebreo o giudaico cristiano, perennemente attaccato alle proprie ortodossie, e alle distinzioni dottrinali settarie e dogmatiche.
Il Primo ha vaste e varie conoscenze, è sensibile al bello, ai corpi adolescenziali, alle aure, alle sfumature erotiche, alla conoscenza diretta, e non pretende di confinare le proprie certezze, o i propri dubbi, nel recinto limitante dei nominalismi filosofici o religiosi, o dei diktat dialettici in voga.
Egli deve quindi procedere con grande cautela, per esistere nel plumbeo [...]

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