SINISTRO STRADALE E FATTO COLPOSO EX 1227 CC: È ANCHE QUELLO DEL MINORE O DELL’INCAPACE?

Cassazione, sez.
III, 13 febbraio 2013, n.
3542     Il comportamento del danneggiato, incapace di intendere e di volere, concorrente nella produzione dell'evento dannoso, può integrare il fatto colposo del danneggiato – creditore previsto dall'art.
1227 cod.civ., comma 1, applicabile in tema di responsabilità extracontrattuale per il richiamo contenuto nell'art.
2056 cod.civ.
- che il giudice deve valutare anche d'ufficio, in ogni stato e grado del giudizio, e peraltro oggetto di motivo di appello da parte dei coniugi M.
- B.
- al fine di stabilire il concorso delle colpe e la loro compensazione (Cass.
n.
6529/2011; 23734/2009; 1213/2006; 5127/2004) - con la conseguente riduzione proporzionale del danno da risarcire - in quanto l'espressione "fatto colposo" che compare nell'art.
1227 cod.
civ., deve intendersi come sinonimo di comportamento oggettivamente in contrasto con una regola di condotta, e non quale sinonimo di comportamento colposo.
Va ribadito, in materia di investimento di pedone, che non è sufficiente l’automobilista provi che l’attraversamento è avvenuto mentre il veicolo procedeva alla velocità consentita nel centro abitato in condizioni ottimali in cui non sono ipotizzabili situazioni di pericolo, ma, dovendo invece la velocità esser costantemente adeguata alle circostanze del caso concreto onde prevenire una situazione di eventuale pericolo, deve anche dimostrare che il pedone non aveva tenuto un comportamento che denunciasse il suo intento di attraversamento della strada nonostante il divieto       Cassazione, sez.
III, 13 febbraio 2013, n.
3542 (Pres.
Petti – Rel.
Chiarini)   Svolgimento del processo Con sentenza del 26 novembre 2008 la Corte di appello di Venezia accoglieva parzialmente gli appelli dei coniugi M.
- B.
e di M.C..T.
e della Compagnia Tirrena di Assicurazioni s.p.a.
sulla responsabilità per la morte di M.A.
- stabilita dal giudice di primo grado nella misura del 40% a carico della T.
- sulle seguenti considerazioni: 1) questi, all’epoca - (OMISSIS) - bimbo di tre anni, sceso dalla bicicletta della nonna Gi..Ma.
, svincolatosi dalle sue mani per correre dietro al cugino che aveva attraversato la strada (…), nel centro abitato di (…), mentre anche lui l’attraversava, da destra verso sinistra rispetto alla direzione di marcia tenuta dall'auto di M.C..T.
, era investito da costei e a causa delle lesioni riportate moriva dopo sei giorni; 2) la responsabilità della T.
era dimostrata perché se avesse tenuto una velocità inferiore a 40 km/h, adeguata alle circostanze [...]

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