SOLITUDINE CARNALE

Quando nascondersi,
era una traccia sicura,
un cammino obbligatori da seguire,
una arrendevole disfatta di se stessi.
Cambiare,
rende nobili,
ignoti al fato,
al mestiere che vorrebbe spezzarsi.
Tutto,
si basa e spiazza,
regole giostrate in contromisura.
L'onda d'urto,
poi,
perpetra cautelari misure di riserbo.
Arresto la memoria,
ma non il suo contrario.
Tendo ancora all'erezione,
a fallici desideri,
ma queste vampate di calore,
non incontrano alcun soggetto del desiderio.
Incontrovertibili fantasie,
nulla di più,
alla giacenza,
mandata già in memoria,
un fottuto stand off di perduta onniscienza.
Al mio tempo,
forse,
relego una filastrocca meno degna,
ma alquanto necessaria,
accomunata da immagini sempre in movimento.
Io danzo equivocamente,
io bagno ancora il letto,
senza ravvedere un corpo a corpo.

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