SUL FEDERALISMO FISCALE

Avevo preparato lo scritto per postarlo sul giornale online, della cui comunità facevo parte, ma non c’ è stato tempo, per cui adesso, anche se fa riferimento ad un fatto già sorpassato, sento che il contenuto è ancora di attualità.
Chi legge, ne tenga conto secondo le proprie opinioni.
  Alle 23,05 del 19 agosto di quest’ anno, il candidato alla leadership del PD Valter Veltroni, intervenuto ad un dibattito su “Ha ancora senso l’ amore?” tenuto a Fondi (Latina), rilascia ad ANSA la seguente dichiarazione: “Proporre uno sciopero fiscale equivale a dire che questo Paese ha finito di esistere come comunita.
La sicurezza e' un grande tema universale.
Non appartiene ne' alla destra, ne' alla sinistra'.
Sui temi etici, invece, bisogna cercare insieme le risposte, superando i vecchi schemi laici-cattolici”.
    A parte il fatto che sul tema del dibattito: “ il senso dell’ amore”, non ha espresso alcunché, su quello che ha detto, bisogna riflettere un pochino.
Perché lo sciopero fiscale, inteso da Bossi come intenzionale per promuovere una regionalizzazione delle tasse, dovrebbe significare la fine della comunità? Se venisse compreso che il sistema federale fiscale potrebbe rappresentare una valida soluzione ai problemi che caratterizzano l’ attuale sistema  fiscale come un colabrodo, sicuramente il candidato al PD, si darebbe da fare per promuovere una legge in tal senso.
Se le tasse fossero raccolte da un ente competente regionale, quindi più vicino ad un controllo dei cittadini, lo sperpero potrebbe essere più contenuto,  i deputati regionali dovrebbero stare più attenti a come gestiscono tutte le spese per le operazioni di competenza del territorio, ancor più se fossero abolite le Province e ai comuni fossero affidati solo compiti esecutivi.
Meno gente mette le mani su denaro pubblico, meno sperpero c’ è! Sarebbe difficile fare scomparire ingenti somme di denaro pubblico nei canali burocratici e se i problemi non venissero risolti, le successive elezioni, vedrebbero cancellati i nomi dei politici regionali ignavi! Ma c’ è di più, i burocrati infedeli sarebbero più facilmente controllabili e in caso di indegnità, riceverebbero la lettera di licenziamento in tronco e dovrebbero lasciare una brillante carriera di disonesti legalizzati! Sarebbero snellite le file dei lavoratori comunali; per esempio non sarebbe necessario un assessorato al bilancio, tetraplicata copia di ufficio burocratico e così via! Il denaro derivante dalle tasse che i cittadini pagherebbero, sarebbe più [...]

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