Sacco e Vanzetti, le streghe da uccidere

Sacco e Vanzetti, le streghe da uccidere


di Beppe Giulietti | 23 agosto 2017


Beppe Giulietti
Giornalista
“Non abbiamo ucciso nessuno, ma ci condannate perché siamo radicali ed anarchici, ed è vero che lo siamo, perché siamo poveri,perché siamo italiani, ed è vero che lo siamo…”.
Queste le ultime parole pronunciate da Bartolomeo Vanzettidavanti alla Corte che, insieme al suo compagno Nicola Sacco, li avrebbe condannati a morte, al termine di un processo destinato a restare nella storia delle infamie giudiziarie e della “caccia alle streghe”.
Sacco e Vanzetti, come è stato ampiamente provato in ogni sede, erano innocenti, ma erano stati identificati come gli agnelli da offrire in sacrificio a chi reclamava “ordine e pugno di ferro”contro i “sovversivi”, gli immigrati, e, ancor di più, quando costoro osavano contestare e contrastare le ingiustizie sociali, le povertà, la negazione dei diritti politici e e civili.
“L’unico delitto che ho commesso è stato quello di aiutare i pove...

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