Salvini: 'Scambio Diciotti-Tav? No alla vecchia politica'

Il governo resta in fibrillazione sui casi dell’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini per la vicenda Diciotti e sulla Tav dopo la visita del leder della Lega al cantiere di Chiomonte.
“Lascio che ciascuno dei senatori legga i documenti e decida se io ho bloccato gli sbarchi, cosa che continuerò a fare, per la sicurezza degli italiani o per altri ragionamenti.
Uno scambio Tav contro Diciotti? No, questa è la vecchia politica.
Io faccio il ministro, continuerò a farlo con orgoglio.
Ognuno pensi a cosa vuole votare in Senato.
Io mi alzo e lavoro tranquillo”.
Così il vice premier Matteo Salvini al giornale Radio Rai su Radio 1 sul voto in giunta al Senato per l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti.
Ieri alta tensione sulla Tav.
Dopo lo stop di Salvini ai 5Stelle, da Di Maio arriva un aut aut alla Lega: ‘Finché saremo noi al governo, la Tav non si fa.
Il ridimensionamento dell’opera è una supercazzola’, ‘sconsiglio di spingere su cose su cui non siamo d’accordo per creare tensioni’.
‘Io non faccio saltare il governo.
Ma le cose bisogna farle, non bloccarle’, replica Salvini.
Un botta e risposta che incrocia anche il voto in Giunta sul caso Diciotti: ‘Non servono aiutini.
Non siamo al mercato, io ti do questo tu mi dai quello.
In Senato ognuno sarà libero di votare come crede’, dice Salvini.
‘Noi mai stati per l’immunità, ma stavolta leggeremo le carte’, replica Di Maio.
Per le decisioni c’è ancora tempo.
Tutto rinviato, probabilmente, a dopo il voto in Abruzzo di domenica prossima.
Ma i due vicepremier dovranno vedersi quanto prima per un chiarimento.
In gioco, anche al di là della comune volontà di andare avanti, c’è il governo.
Di Maio avverte Salvini di non insistere sul Sì alla Tav: “Non gli consiglio di creare tensioni…”.
E Salvini a Di Maio replica, in via indiretta ma molto chiara: “Mi consigliano di far cadere il governo ora che ho i sondaggi a favore.
Io non li ascolto, ma le cose bisogna farle, non bloccarle”.
Fattori in grado d’innescare una crisi ce n’è più d’uno, a sentire i parlamentari leghisti.
Non solo Tav e Diciotti, ma anche legittima difesa e autonomia regionale.
Un arduo lavoro di mediazione, per il premier Conte.
Che proverà a disinnescare a inizio settimana – un vertice a tre potrebbe tenersi tra lunedì sera e martedì – almeno il nodo della Consob.
Se si riuscirà a sciogliere i problemi giuridici di incompatibilità, alla presidenza potrebbe essere indicato il ministro Paolo [...]