San Giovanni Valdarno (AR): Caos termici

  Riprende l'attività espositiva in Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno, con la mostra "caos termici", una selezione di opere video di 18 giovani artisti appartenenti all'archivio milanese DOCVA: progettata da un team di giovani curatori è promossa da CareOf e casa masaccio arte contemporanea.
La fisica definisce "caos termico" la compresenza in un corpo di diversi gradi di temperatura, che danno luogo a movimenti spontanei potenzialmente disordinati e tumultuosi.
Se leggiamo questo assunto in termini metaforici, ci è facile rintracciare riferimenti a diverse situazioni politiche, che stanno ribollendo nelle rive del bacino Mediterraneo.
A livello planetario poi, andando ad analizzare le condizioni del pianeta Terra, ci troviamo di fronte ad un quadro desolante, dove tutti gli elementi naturali della biosfera manifestano inquietudini che investono ogni elemento del regno animale, vegetale e minerale.
Assistiamo ormai impotenti ai cambiamenti climatici che a tutte le latitudini provocano disastri irreparabili, ai movimenti tettonici che sconvolgono intere aree, a guerre esportate nelle zone marginali del pianeta, all'esodo di intere popolazioni del Sud del mondo verso approdi più ricchi e lontani dalla fame.
È urgente individuare modalità di scambio termico più sostenibili, che consentano di raggiungere equilibri più stabili e riducano le differenze fra la fame e l'opulenza, le democrazie e i totalitarismi.
Gli artisti da sempre funzionano come termometri, che rilevano le temperature in ogni parte del corpo sociale.
Spesso nel lavoro degli artisti affiorano elementi di critica, di disagio, di sofferenza e di insofferenza per un contesto imbarbarito, che mina drammaticamente le regole e i valori della civile convivenza.
Abbiamo qui raccolto un campione significativo di opere che in diverse forme alzano un cartello di protesta contro un sistema che da troppo tempo, nella gestione delle relazioni individuali, non riesce più a promettere la crescita delle persone, a garantire la loro libertà e il diritto universale di immaginare un mondo migliore per tutti.
Come "biglietto da visita" della mostra o come riferimento storico e filosofico, viene proposto all'ingresso di Casa Masaccio un vecchio film di Guy Debord pensato nel 1967 e prodotto nel 1973.
Manifesto del Movimento Situazionista, La Societé du Spectacle è infatti un lavoro profetico che risulta, all'alba del 2011, ancora di una spiazzante attualità.
Christian Niccoli e Massimiliano e Gianluca De Serio ci introducono poi nella babele linguistica [...]

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