San Lorenzo senza stelle. E i desideri?

Tutti pronti con il naso all'insù ad aspettare che una stella cada, che la scia luminosa lasciata da una meteora passi proprio davanti ai nostri occhi concentrati sulla volta celeste.
Una meteora tra le più sfortunate del cosmo: talmente piccola da essere attirata dal nostro pianeta e da essere bruciata nel contatto con la sua atmosfera.
Talmente insignificante, insomma, eppure così attesa e ricercata.
Il programma era già bello e pronto: pizza o farinata sulla spiaggia con gli amici e maratona di stelle.
Vince chi ne vede di più, ovvio.
Sperando che i desideri si avverino...
Ma ci si mettono le nuvole ad oscurare il cielo e ad impedire la visione delle stelle vaganti.
E camminando qua e là non si parla d'altro, tutti a maledire il brutto tempo e a ricordare, per analogia, che è ormai prassi di ogni anno: "Non ricordo una volta che ci sia stato bel tempo!" - mi dice il tabaccaio di fronte a casa mia, e anche se non è vero, sono tutti d'accordo, come succede sempre in queste occasioni: la sfortuna c'è sempre oppure mai, senza intervalli.
Tra i rassegnati c'è anche chi guarda il lato positivo: "Ormai lo sanno tutti che S.
Lorenzo è una leggenda.
Le stelle, quelle belle, si vedono il 12 agosto, quindi incrociamo le dita per dopodomani".
Sarà anche vero, ma il 12 agosto non è la stessa cosa.
E allora tutti col naso all'insù comunque, stasera, sperando di scorgere, tra le nubi, la stella a cui affidare il nostro desiderio.

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