San Pietro in Gessate ovvero il sincretismo storico

Dirimpetto al massimo esempio del razionalismo, rappresentato dal monumentale Palazzo di Giustizia di Milano, troviamo la Chiesa di San Pietro in Gessate.
La capacità di Milano è quella di creare un sincretismo spazio temporale che altre città europee non sono in grado gestire… questo scorcio ne è un esempio assolutamente mirabile.
Testimonianze ne fanno risalire l’edificazione attorno al 1460, promotori dell’impresa furono i fratelli Portinari – i medesimi finanziatori della cappella in Sant’Eustorgio – che incaricarono come architetto il Solari – già incontrato nel “cantiere” di S.
M.
delle Grazie.
La facciata presenta tutte le caratteristiche del rinascimento lombardo – struttura a capanna, decorazioni in cotto, oculi e monofore ogivali.
Il portale barocco è l’unico elemento che non venne asportato durante i lavori di restauro del primo decennio del novecento.
L’edificio si articola in tre navate con campate a pianta quadrata coperte da volte a crociera ogivali, affiancate da due file di cappelle.
Al contrario della tradizione gotica, i sostegni delle navate, sono affidate da colonne corinzie in marmo e non dai pilastri a fascio.
Questo è il segno che l’umanesimo comincia a penetrare nel tessuto artistico lombardo.
Alcuni degli affreschi della “cappella Grifi” sono del Montorfano, il pittore che per intenderci ha realizzato l’affresco della “Crocefissione” sulla parete dirimpetto al Cenacolo leonardesco.
Del Butinone e dello Zenale sono invece le “Storie di S.
Ambrogio”.
Nel transetto di destra si conserva una porzione “strappata” del “Funerale di San Martino” del Borgognone.
Insomma una bella squadra di artisti di opera fina.
La pala d’altare al centro della Cappella Obiano del Montorfano raffigura inginocchiati i due finanziatori Mariotto Obiano da Perugia, amico del Duca Francesco Sforza e la moglie Antonia Michelotti.
Tra i santi rappresentati troviamo San Rocco e San Sebastiano, intercessori invocati durante le pestilenze.
Questo dettaglio è indicativo perché nel 1485, periodo in cui la cappella venne decorata, il morbo flagellò la città.
All’interno della cappella di Sant’Ambrogio (Cappella Grifi) si possono osservare dei capolavori assoluti dell’arte lombarda come i cicli pittorici del Butinone e dello Zenale, benché in cattivo stato di conservazione.
È impossibile inoltre non farsi rapire dall’assoluto realismo della statua tombale raffigurante il cadavere di Ambrogio Grifi realizzato da Benedetto Briosco.
Buona passeggiata.
Carlo Fulginiti [...]

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