San Secondo di Asti

  San Secondo di Asti Nome: San Secondo di Asti Titolo: Vescovo e martire Ricorrenza: 29 marzo La città di Brescia vanta due popolarissimi Patroni nei Santi fratelli Faustino e Giovita, festeggiati il 15 febbraio.
Ecco oggi un frutto del loro esempio in San Secondo, il veneratissimo patrono della città di Asti, al quale è dedicata la bella cattedrale di questa città e che è, per gli astigiani, come Sant'Antonio per padovani, « il Santo », semplicemente.
Secondo era un nobile giovane, ancora pagano, ma non indifferente alla nuova religione, che si affermava e si diffondeva sempre di più, e sempre scegliendo tra i migliori, malgrado le repressioni e le condanne.
Forse per curiosità, più probabilmente per una segreta affinità con i sofferenti, il giovane cristiano visitava nelle carceri di Asti i cristiani condannati.
Da uno di questi, San Calogero, fu istruito nella dottrina del Vangelo, e fu come un seme gettato nel generoso fermento della sua anima.
Amico di Saprizio, Prefetto romano della città, il giovane Secondo era visto assieme con lui molto spesso, e forse ne mitigava lo zelo nella persecuzione.
Una volta, si recarono insieme a Tortona, dove era incarcerato, in attesa di giudizio, San Marziano.
Ma mentre il Prefetto pagano si riprometteva dal prigioniero una facile abiura, il giovane non ancora cristiano cercava, forse inconsciamente, una luce e una conferma della sua oscura chiamata.
Il viaggio fu infatti ricco, per lui, di sublimi insegnamenti e di celesti avvertimenti.
Ma fu in un altro viaggio, a Milano, che Secondo raggiunse la fede, incontrando i due Santi fratelli Faustino e Giovita, che potremmo chiamare, senza ombra d'irriverenza, miracolosi commessi viaggiatori della verità.
« Andò Secondo a Milano - dice la leggenda - e l'angelo di Dio menò a lui, fuori de la città, San Faustino e Giovita, i quali eran tenuti prigionieri in carcere, e ricevette il battesimo da loro, dando loro l'acqua da una nuvola.
Ed eccoti subitamente venire dal cielo una colomba, recando il corpo e il sangue del Signore, e lo diede a Faustino e Giovita.
Ma Faustino diede il corpo del Signore e i1 sangue a Secondo, che lo dovesse portare a San Marziano ».
Di nuovo sulla via di Tortona, Secondo è ora solo, ma sicuro; rapido, ma calmo; nel buio della notte, ma illuminato dalla luce scesa nella sua anima.
Porta il pane dei forti a San Marziano, che sta per affrontare la prova del supplizio.
E dopo la morte del Martire, egli ne raccoglie pietosamente le reliquie, e questo suo gesto devoto affretta anche per lui l'ora [...]

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