Sandro Curzi (1930-22 novembre 2008)

 Sandro Curzi 1930-2008 22 novembre 2008 - E' morto Sandro Curzi, un maestro di giornalismo, un professionista che ha contribuito a fare la storia della Rai.
Resistente a 13 anni, comunista iscritto già a 14, chiamato a 19 anni da Enrico Berlinguer a ricostruire la Federazione giovanile comunista italiana (Fgci), Alessandro Curzi ha vissuto tutta la sua vita fedele, pur senza rigidità, alle idee di gioventù passando con Fausto Bertinotti a Rifondazione Comunista alla fine degli anni '90.
Il suo impegno politico si è svolto all'interno dei mass media, dal primo articolo, quando era ancora adolescente, sull'Unità "clandestina" per raccontare l'assassinio di uno studente da parte di fascisti repubblichini, al ruolo di capo redattore nel mensile della Fgci 'Gioventù nuova', diretto da Enrico Berlinguer, fino alla vice direzione di Paese Sera, alla direzione del Tg3 e a quella di Liberazione.
«La notizia della scomparsa di Sandro Curzi mi colpisce e addolora», ha dichiarato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Curzi, aggiunge, «è stato uomo di schietta passione politica e di sempre viva non comune cordialità umana.
Le aspre polemiche che lo coinvolsero nel periodo della sua massima responsabilità giornalistica non lo indussero mai ad astiose chiusure né ad alcuna attenuazione della sua autonomia di giudizio e del suo senso delle istituzioni.
Tanto meno ne fu scalfito il suo profondo attaccamento al servizio televisivo pubblico com'è testimoniato dal suo impegno negli ultimi tempi».
Riporto qui di seguito uno degli articoli di "Liberazione" di oggi, con il quale Sandro Curzi è ricordato da Maria Calderone.
  Sandro Curzi, una vita da compagno scomodo Non si è fatto mancare niente.
Precoce.
Mai dietro le quinte.
A tredici anni, siamo nel 1943, è un ginnasiale del "Tasso", ma fa anche il piccolo partigiano, dando il suo contributo di ragazzo al gruppo della Resistenza romana con la quale è venuto in contatto, insieme a studenti solo un poco più grandi di lui, Alfredo Reichlin, Citto Maselli, Aggeo e Arminio Savioli.
A quattordici scrive il suo primo articolo («non era un articolo, era milizia politica distillata sotto forma di parole scritte.
Dovevo stendere un omaggio, un ricordo per Massimo Gizio, un caduto nella guerra per la libertà»).
A quattordici anni, marzo 1944, si mette in tasca la sua prima tessera del Pci, sarebbe troppo giovane ma gliela danno lo stesso, quel quasi bambino che non manca mai nelle agitazioni studentesche della capitale, in zona Ponte Milvio-Flaminio.
Alessandro [...]

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