Sangue e sudore

In due mi trattengono alle spalle.
E' durissima.
Stringono troppo, l'avambraccio sinistro già insensibile rimane floscio e fatico il doppio a muoverlo.
Il terzo non parla e picchia.
Agita le mani in modo scomposto, tutti i suoi pugni arrivano a segno.
Disegno con la faccia archi a destra e sinistra, schizzi di materia rossa macchiano le parti.
Spero si noti.
Se provo a tenere gli occhi aperti non è la stessa cosa, non va bene perché tutto mi sembra troppo, quantità e qualità, i rumori bastano e avanzano per farmi capire dove sto.
Uno dei due alle spalle smette di trattenermi, accenno una difesa e mi becco un calcio al ginocchio.
Mi piego, ma troppo veloce.
Ora in due mi picchiano e uno mi tiene, braccio attorno al collo e alito pesante.
Ansima, fa fatica anche lui perché non sono così mingherlino, questo è un difetto.
Ho caldo, la flanella dei vestiti non traspira, i calzini tubolari scottano, i piedi dolgono.
Ancora un pugno in faccia, dal labbro comincia a colare roba rossa e densa.
Ce la faccio, ho la situazione sotto controllo.
Tra un colpo e l'altro sposto il baricentro di lato, il loro compare si becca una sberla al posto mio.
Liberato, mi spingo a testa bassa tra i due, li abbraccio trascinandoli con me.
Finiamo a terra, tutti e tre.
L'altro ancora dolorante in un angolo, gorgoglia qualche cosa, non lo sa fare bene.
Aspetto una frazione di secondo, metto un ginocchio e tutto il peso sopra lo stomaco di uno dei due, espira rumorosamente e sviene.
Male, non doveva andare così.
L'altro si rialza, prende una sedia e me la fracassa sulla schiena.
Un pomello finisce tra una vertebra e l'altra.
Il calore schizza dal punto colpito verso l'alto e verso il basso.
Sorpreso dall'effetto scoreggio senza volerlo, nessuno se ne accorge.
Intanto quello che si era beccato il pugno al posto mio torna da me e mi calcia al fianco.
Salto come un pesce fuori dall'acqua.
Questo è d'effetto.
Non mi rialzo subito e respiro, i due fanno altrettanto, il terzo ancora a terra svenuto.
E' il momento giusto.
Uno dei due spezza una bottiglia e si avvicina puntandomela addosso, striscio lentamente all'indietro.
Finisco schiena al muro, mi raggiunge presto.
Appena uno scatto all'indietro e mi ficca la bottiglia in pancia.
Spalanco la bocca e mostro i denti.Stop!- Sei un coglione, quando di sei fatto incastonare un brillante nel dente? Luccica come un faro di notte, idiota.
Si vede benissimo.
Lo sai cos'hai fatto? Hai rovinato una scena da dieci minuti.
Ora dovremo ripulire e rifare tutto.
Si ricomincia domani.Sputo la capsula con il sangue [...]

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