Sanguepazzo

Regia: Marco Tullio Giordana Sceneggiatura: Marco Tullio Giordana, Leone Colonna, Enzo Ungari Cast: Luca Zingaretti, Monica Bellucci, Alessio Boni, Maurizio Donadoni Anche questo film va inserito nella sezione "Re-visioni" in quanto recuperato solo ieri grazie al -sempre ottimo- Cineforum della mia città.
Tratto subito l'argomento che ha impaurito molte persone: la durata è di ben 150 minuti.
Ebbene, la pesantezza non si avverte mai, semplicemente perchè Giordana ha veramente tanto da dire e non realizza film lunghissimi solamente perchè non è capace di montare a dovere i suoi film (chi ha detto Scorsese?).
In casi come questi tagliare delle scene sarebbe stato un peccato, quindi preferisco che un film duri tanto e che si esprima in tutto ciò che ha da dire anzichè durare magari meno ma lasciare da parte alcuni suoi intenti.
Chiarito questo, Sanguepazzo ha fra i suoi aspetti positivi più o meno quelli di tutti gli altri film del suo regista, ovvero la capacità di raccontare la storie dei suoi personaggi attraverso il periodo storico in cui sono vissuti, un po' come se i due aspetti coincidessero.
La storia di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida è infatti la mini-storia di tutto quel periodo: l'eleganza, lo sfarzo, l'eccessiva attenzione per l'apparire che caratterizzava i due personaggi è in perfetta sintonia con lo stile del fascismo di quei tempi.
Anche la loro fine è in comune, difatti il decadimento del fascimo avverrà in maniera tanto tragica quanto la loro, lasciati soli a percorrere una via nella notte prima di essere definitivamente giustiziati.
Ciò che però colpisce maggiormente di questo Sanguepazzo è la struttura della sceneggiatura e il modo in cui "gioca" con il tempo.
La bellissima scena iniziale, interamente girata in bianco e nero, vede due ragazzini camminare per le vie di una Milano distrutta dalla guerra a pochi giorni dalla sua fine.
Uno di loro due, una ragazza, trova vicino ai corpi di Valenti e Ferida una bobina di un film di Osvaldo e decide di riavvolgere la pellicola -disordinatamente sparsa per il terreno- per portarla via.
La scena, che con il riavvolgimento della pellicola da il via a tutta l'opera -una sorta di "riviviamo insieme tutta la loro vita riavvolgendo la pellicola di un film che è stato parte della loro vita- rappresenta in realtà il "presente del film".
Tutto quello che seguirà sarà un flashback dell'attuale presente cinematografico, ovvero ciò che succede pochi giorni prima della fine della guerra.
Per poter descrivere interamente i personaggi di Valenti e di Ferida [...]

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