Sanremo, Rovazzi e Renga fanno commuovere con le dediche ai papà

Sanremo è il Festival della musica ma anche dei sentimenti.
Durante la terza serata Fabio Rovazzi, ospite della kermesse, ha fatto commuovere il pubblico con una dedica al padre scomparso.
Come riporta Il Messaggero, l’artista dal palco ha voluto mandare un messaggio al genitore scomparso nel 2010: “Volevo dirti che, in parte, tutto questo è colpa tua”.
Francesco Renga, cantante in gara, invece, ha portato un testo in cui “ci sono le assenze, come mia madre, e le presenze, come mio padre”, per poi confessare, nel programma “Vieni da me”, condotto da Caterina Balivo: “Mio padre ha quasi 90 anni ed è malato di Alzheimer”.
“Ora che siamo tornati nei nostri veri personaggi, prima di lasciare il palco vorrei dedicare due parole a una persona che non vedo da un po’ di anni”.
Inizia così il ricordo di Rovazzi che poi ha aggiunto: “Caro Papà…..
non so come contattarti ma Sanremo ha uno share così alto che molto probabilmente arriva fino a lassù.
Beh volevo dirti che, in parte, tutto questo è anche colpa tua.
E volevo salutarti, visto che l’ultima volta non ho fatto in tempo”.
Il cantante si era esibito in una serie di sketch che hanno coinvolto anche la madre, ma prima di tornare dietro le quinte ha voluto dedicare qualche parola al padre, Stefano Piccolrovazzi, facendo emozionare il pubblico.
Il Fatto Quotidiano riporta che l’uomo è morto quando l’artista aveva appena 16 anni e il rapporto tra i due era sempre stato molto stretto.
Anche Francesco Renga, in modo diverso, ha voluto dedicare la propria partecipazione a Sanremo al padre.
Su Il Messaggero si legge che il cantante si è lasciato andare durante un’intervista nel programma “Vieni da me” spiegando che la canzone presentata al Festival, “Aspetto che torni”, è stata scritta in una notte: “In questo testo, semplice, ci sono tutti gli elementi della poetica che ho scritto in questi anni”.
Raccontando la malattia del padre ha poi aggiunto: “Quando vado a trovarlo mi parla solo di mia madre”.
Sulla scrittura del brano Renga ha poi detto: “Mi si è creato un corto circuito in testa, ho dovuto raccontare questa storia attraverso una storia d’amore più matura, più delicata e discreta, più adulta.
Si parla delle piccole cose della quotidianità di un amore: guardare la tua compagna mentre dorme o immaginare di seguirla durante la sua giornata di lavoro, tutte cose che diamo per scontate.
Ho capito a 50 anni che la bellezza e la felicità stanno in queste piccole cose.
Inutile cercarla la troviamo [...]