Sant'Antonio Abate: Maxi-evasione fiscale, 11 denunce

SANT’ANTONIO ABATE.
La guardia di finanza scopre una maxi evasione da 14 milioni che vede coinvolte 18 aziende, e sequestra beni per 800mila euro denunciando 11 persone.
Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Napoli hanno smascherato una società di Sant’Antonio Abate, E.I.
Sas, che partecipava regolarmente a gare di appalto con Enti pubblici e riceveva regolari fidi bancari mediante presentazione di bilanci e contabilità che in apparenza sembravano regolari, ma che in realtà sfruttavano false fatturazioni.
Il meccanismo fraudolento è stato scoperto dai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Castellammare di Stabia, diretti dal capitano Girolamo Franchetti e coordinati dal Gruppo di Torre Annunziata, ed è stato scardinato attraverso mirate analisi contabili, a cui sono seguiti numerosi controlli incrociati presso le aziende utilizzatrici delle false fatture emesse dalla società abatese.
Nel meccanismo fraudolento sono state coinvolte altre 13 società e 4 ditte individuali, aventi sede nelle province di Napoli e Salerno.
A seguito dell’attività ispettiva sono state segnalate all’Autorità giudiziaria 11 persone per reati tributari.
All’esito delle indagini patrimoniali condotte dai finanzieri, il gip del Tribunale di Torre Annunziata, accogliendo la richiesta del procuratore Diego Marmo, ha ordinato il sequestro dei beni immobili e mobili facenti capo ai responsabili della E.I.
Sas di Sant’Antonio Abate per circa 760mila euro.
Sotto sequestro sono finiti un appartamento in Costiera Amalfitana, due immobili in Sant’Antonio Abate, 12 veicoli, partecipazioni societarie, oltre al sequestro dei crediti vantati dall’azienda per appalti eseguiti presso Enti pubblici.
La solidità finanziaria della società abatese veniva falsamente attestata con l’indicazione nella contabilità di crediti fittizi, provenienti da imprese inesistenti o ignare del meccanismo fraudolento, originati da false fatture intestate a nomi di fantasia, per poi utilizzare crediti in compensazione con i debiti fiscali (ritenute di acconto operate sulle buste paga e oneri contributivi).
Inoltre, parallelamente alla gestione ufficiale e regolare di costruzioni e lavori edili, la società emetteva fatture false nei confronti di chi le richiedeva, operando come un “fatturificio” per lavori mai eseguiti, così da consentire ad altre imprese del settore di abbattere i redditi ed evadere le imposte, nonché le produceva per sé stessa, portandole in contabilità, anche al fine di presentarle allo sconto bancario, e quindi [...]

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