Santa Lioba

Molti fra gli Anglo-Sassoni del Sud-Ovest dell'Inghilterra, dove si trovano ora le contee del Dorset e del Devon, si convertirono alla fede di Cristo e nessuno fu piú venerato di Winfryth, chiamato piú tardi Bonifacio, che divenne apostolo della Germania.
Due suoi congiunti, s.
Willibald e s.
Winnibald, gli si associarono nell'opera di apostolato.
Non contento dell'aiuto di monaci e preti, Bonifacio fece appello alle sue compatriote, monache di Wimborne (Dorset) e Minster (Kent), affinché anche loro partecipassero all'opera di evangelizzazione.
Lioba, parente di Bonifacio, si mostrò particolarmente desiderosa di raggiungere i luoghi di missione.
Ella aveva ricevuto la sua educazione a Minster e Wimborne, sapeva leggere bene il latino ed aveva avuto uno scambio di corrispondenza con s.
Bonifacio, per migliorare la conoscenza della poesia latina.
Ma il suo reale desiderio era quello di dedicarsi all'apostolato, per cui ottenne, infine, il consenso di Tetta, badessa di Wimborne.
Lioba fondò il convento di Tauberbischofsheim, nel Baden, dove riunì intorno a sé un folto gruppo di monache, animate dal suo stesso zelo.
Con s.
Bonifacio mantenne frequenti contatti epistolari e si conserva ancora una lettera a lui diretta, traboccante di affetto e devozione.
Il santo, prima di partire per la Frisia dove doveva essere martirizzato, esortò Lioba a mantenersi costante al suo posto di combattimento per la causa di Dio, le lasciò il suo mantello ed espresse il desiderio che le loro ossa fossero vicine nella tomba.
Quando il corpo del grande vescovo fu traslato a Fulda Lioba ottenne di poter pregare sulla tomba, dispensata dalla clausura.
Morí verso il 782 presso Magonza a Schorusheim, un 28 settembre.
In ossequio al desiderio di s.
Bonifacio fu sepolta a Fulda a poca distanza dal sepolcro del martire.
L'elevazione del suo corpo avvenne nell'819; l'abate di Fulda, Rabano Mauro, nell'838 lo trasferì nella chiesa del Monte S.
Pietro, ad est dell'abbazia e iscrisse Lioba nel suo Martirologio, mentre, per suo incarico, il monaco Rodolfo scriveva la Vita della santa attingendo ai ricordi di quattro discepole di lei: Agata, Tecla, Maria e Eoliba.
Nel Martirologio Romano Lioba è iscritta al 28 settembre.

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