Sartori: più che Italicum è un Pastrocchium da globalist

Il politologo commenta la riforma della legge elettorale proposta da Matteo Renzi e dal Pd: è sbagliata e controproducente.
martedì 21 gennaio 2014 10:07 «La riforma disegnata da Renzi e Berlusocni la chiamerei Pastrocchium.
È tutta sbagliata.
È una legge elettorale assurda, controproducente e che non rimedia a nessun problema, ma probabilmente aggrava quelli che già ci sono».
È quanto ha dichiarato il politologo Giovanni Sartori.
Il nome «Italicum è ridicolo.
Le definizioni Mattarellum e Porcellum le ho inventate io ma perché erano i nomi degli autori di quei meccanismi elettorali.
Italicum invece ricorda un treno, o giù di lì.
Anche perché allora la Germania dovrebbe chiamare il suo sistema elettorale Alemanicum, l'Inghilterra Anglicum, gli Stati Uniti...
boh è più difficile.
Ma insomma ci siamo capiti», ha aggiunto.
E poi ha sottolineato le sue perplessità sulla riforma: «Ci sono un bel po' di stravaganze.
Io ho sempre sottolineato che il doppio turno funziona se i partiti si presentano da soli e non in coalizione.
In modo che ogni forza politica deve presentare il suo candidato migliore per accedere al secondo turno: davvero così si offre all'elettore la possibilità al secondo turno la possibilità di scegliere, e di dare un preferenza non manipolabile; e nella mia ipotesi al secondo turno ne passavano quattro.
Invece nell'Italicum i partiti che vanno da soli vengono penalizzati con soglie di sbarramento fino all'8 per cento mentre chi si coalizza viene premiato.
Una assurdità che va contro ogni logica».

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