Satelliti

Ascoltare una canzone fino alla nausea, ancora, ancora e ancora.
Così è trascorsa la mia serata ieri.
Mr.
PD lavorava la notte scorsa ed io sul mio divano con la mia copertina, la mia micia sulle gambe e le auricolari nelle orecchie mi sono immersa nelle note di una canzone che non ascoltavo da anni.
Tornando dal loculo ieri sera mi sono ritrovata a canticchiare un motivetto che mi tormentava dalla mattina, ma le parole non me le ricordavo più tanto bene.
Arrivata a casa l’ho scaricata, avevo il cd sono sicura, ma tra un trasloco e l’altro chissà dove l’ho buttato.
Lo avrò regalato? Boh, non ricordo.
Sono passati troppi anni.
Quando l’ha sentita Mr.
PD ha esordito con un...
“ma che cazzo stai ascoltando?! Te non stai bene!” Ma lui cosa vuoi che capisca, i gusti musicali di quel pover’uomo sono stati traviati durante l’adolescenza e proprio  non sono riuscita ad addestrarlo in questi anni.
Comunque, in quello stato di beatitudine e solitudine mi è parso di risentire persino l’odore di quegli anni.
L’odore era quello di canne, risate, pianti, sveglia alle 6 del mattino, occhiaie e mani gelide.
Anni in cui un “amore” finito non ti devastava ma ti sollevava da un impegno di troppo.
Che anni! Ora qualche fumata ogni tanto ci scappa, ma poi alla mattina è un casino concentrarsi sulle rettifiche di bilancio, la sveglia suona un’ora e mezza più tardi, le occhiaie le copri con il correttore e le mani gelide cerchi di scaldarle con un paio di guanti che sennò poi ti si screpolano e non fa un bel vedere.
Rido ancora tanto, ma senza più arrivare alle lacrime e piango poco, anzi non piango praticamente più.
Ieri ho anche preso appuntamento per un nuovo tatuaggio.
Sabato mattina passerò un’oretta maledicendomi per le malsane idee che riesco a partorire.
Tutte le volte è così, ma poi a lavoro finito sono troppo contenta.
A questo giro sarà l’interno del braccio, che magari riesco a nasconderlo meglio alla Sig.ra Mamma.
Che per lei non è cambiato nulla, mi cazziava da ragazzina e continua a cazziarmi pure adesso, ma lo so che in fondo è orgogliosa della sua creatura, anche se ogni tanto va a farsi “deturpare” il corpo.
A mio papà l’ho detto però e lui ha detto che vorrebbe farne uno anche lui (come tutte le volte) e l’ho detto anche alla nonna e lei mi ha risposto che se lo faccio non mi parla più (ha continuato a parlarmi dopo tutti gli altri e sospetto sarà così anche per questo).
E ora inizio a lavorare, che forse è il caso anche se...
che palle però!

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