Scala, entusiasma kolossal Chovanscina

(ANSA) – MILANO, 28 FEB – E’ un viaggio in Russia, anche se post-atomica, quello che la Scala offre mettendo in scena il kolossal per antonomasia del repertorio russo: Chovanscina, ultima opera di Modest Musorgskij.
Un viaggio che vale la pena di essere fatto, come hanno dimostrato al debutto gli oltre 13 minuti di applausi, calorosi in particolare per il direttore Valery Gergiev e con qualche sporadico mugugno per la regia futuristica di Mario Martone.
È un kolossal (il che rende atto di coraggio da parte della Scala averlo messo in scena, in un’operazione culturale meritoria) per la sua durata (oltre 4 ore, intervalli inclusi, nell’orchestrazione di Sostakovic), per il cast che richiede, con una quindicina di solisti e un ruolo di primissimo piano del coro; e anche per la storia essenzialmente russa che racconta, accostando una serie di vicende accadute prima della affermazione di Pietro il grande.
Il tutto realizzato con un grande impatto visivo, in un futuro un po’ Blade Runner, un po’ Chernobyl, e soprattutto musicale.