Scala, viaggio in Russia con Chovanscina

(ANSA) – MILANO, 21 FEB – Chovanscina – l’opera che debutterà alla Scala il 27 febbraio per la regia di Mario Martone e Valery Gergiev sul podio – è un kolossal, oltre che essere una delle opere più importanti del repertorio russo.
Musorgskij vi ha dedicato (senza completarla) l’ultima parte della sua vita, raccontando la Russia del ‘600 e l’ambiente in cui lo zar Pietro il grande è cresciuto.
Un’epoca di trasformazioni, di pulsioni fra nuovo e vecchio, tradizione e riforma, di lotta di potere che, secondo Gergiev, ha un valore attuale e che sarà attuale anche “nel XXII secolo”.
Per questo Martone ha deciso di ambientare il nuovo allestimento voluto dalla Scala in un futuro distopico.
E la scena finale, con i vecchi credenti che si danno fuoco, mostra un pianeta in fiamme.
Una scena da kolossal, appunto, alla fine di quattro ore di musica (l’orchestrazione è quella di Sostakovic) che impegna il coro e un folto cast guidato da Mikhail Petrenko.
“Per me italiano – ha detto Martone – questo significa compiere un viaggio in Russia”.