Schiacciato dal peso delle responsabilità

Mi sveno nella campagna acquisti.
Cedo il mio Ciccio preferito, pur di accaparrarmi Ernesto.
Tra i dieci in campo, è sicuramente quello che ha dimostrato, con continuità, il più elevato rendimento.
Tasso tecnico assicurato, condito con il fiato inesauribile di Gigi, e rifinito con l’implacabile vena realizzativa di Tony.
Con me in porta, che do’ sicurezza e una spruzzata di imprevedibilità, marca Beck, ho preparato il piatto perfetto.
Di là cercano di mandarmelo di traverso.
Cucina il Vate, servendo un Clemente fresco di giornata, con Ciccio e Pachino , (cucina mediterranea) e Franco e l’amico di Franco che ci servono l’amaro.
Pronti, via e…uno a zero per loro.
Và bè dico tra me e me, i ragazzi sono ancora freddi… mentre rimugino sull’imprevedibilità del calcio, loro si presentano  davanti a me, ancora in superiorità numerica e segnano ancora.
Resto basito dalla piega presa dagli eventi.
Do un’occhiataccia ad Ernesto, che trovo svagato dopo una settimana di riposo.
Evidentemente durante il ritiro, ha fatto i bagordi.
Forse  gli ho dato troppa responsabilità e lui ne rimane schiacciato.
Il peso della gloria, a volte diviene un fardello pesante da portare…   Chiamo i miei pards alla riscossa, ma Beck fraintende e segna uno splendido gol…ma nella mia porta.
Mentre gli spiego che i gol li deve fare dalla parte opposta, penso che la giornata stia prendendo una cattiva piega.
A pagina 69 del manuale sul calcio scritto dal Vate, intitolato “Il calcio, questo sconosciuto” c’è scritto che per vincere a calcetto, sono indispensabili 3 uomini.
Uno che segna, uno che imposta e uno che para.
Io paro ma se loro si presentano in 2 o 3 contro uno, non sempre posso far miracoli.
Tony segna, e nella prima parte della gara, fa impazzire Ciccio, ma dopo una mezzora , piazza la sdraia e l’ombrellone ai  limiti dell’area avversaria e lì rimane.
Gigi come sempre è generoso ma butta via troppi palloni.
Sempre importanti comunque i suoi recuperi difensivi, che limitano danni maggiori.
Dopo un po’ accorciamo, e riusciamo pure ad andare a meno  uno, ma non raggiungiamo mai il pareggio.
Spesso a porta vuota non cogliamo il bersaglio.
Quando poi ci prendiamo, ci pensa Franco e l’amico di Franco a negarci la gloria del gol.
Loro giocano bene, con un Pachino che corre e combatte ovunque.
Quando sbaglia i suoi compagni non gli risparmiano aspre critiche, senza tener conto che chi si fa un culo così, può a volte non avere la necessaria lucidità  nell’ultimo passaggio.
 I suoi errori sono comunque [...]

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