Schiaffo UE all’Italia: legalizzato Made in Italy “tarocco”

Fonte: WSI 22 gennaio 2018, di Francesco PuppatoIl “made in” viene attribuito in base al luogo nel quale viene effettuata l’ultima trasformazione sostanziale.
Quindi, se comprate un salame Made in Italy, non vuol dire che la filiera è italiana, ovvero che gli animali sono stati allevati in Italia secondo le regole di qualità ed igiene italiane, ma che in Italia si è svolta solo l’ultima trasformazione sostanziale dell’ingrediente usato per fare il salame.Un maiale, ad esempio, può essere allevato, nutrito e trattato in Germania, in Austria, in Cina o chissà dove, secondo le regole in materia di igiene e qualità vigenti in quel Paese, ma la sua carne può essere venduta come Made in Italy; è sufficiente, appunto, che l’ultima trasformazione sia avvenuta in Italia.Il nuovo Regolamento che la Commissione europea ha pubblicato sul proprio sito, dove rimarrà a disposizione per la consultazione pubblica anche se solo in lingua inglese fino al primo febbraio, data in cui entrerà...

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