Scissione: la passione dei comunisti dal 1921. Ma forse è meglio così...

In fondo ha ragione Speranza ad affermare che la scissione nel PD non dipende dalla data del Congresso ma dal merito della linea politica del Partito.
Naturalmente, come sempre nella Storia, il merito si mescola e interagisce con il carattere, le aspettative, le emozioni delle persone, che spesso finiscono per prevalere e condizionare il merito, ma alla fine non lo modificano.
Mi spiego: chi si sente erede del "grande Partito Comunista di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer" non può tollerare di essere messo da parte e anche un po' sbeffeggiato da giovanotti che non sono mai passati dalle Frattocchie e non mostrano rispetto per i fasti di una storia che "viene da lontano e va lontano".
Peraltro Renzi e i suoi non nascondono l'insofferenza per chi rivendica l'esclusiva della certificazione del termine "sinistra".
Anch'io non sono equidistante e obiettivo, ovviamente.
Quando ci inoltriamo sul terreno delle emozioni e della sensibilità, non riesco a dimenticare il killeraggi...

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