Scontro fra Berlusconi e Veltroni

Il Cavaliere tuona contro la sinistra «che fa un patto con i giustizialisti» Il numero uno del Pd va all'attacco: raccolta di firme, rischi democratici ROMA Nuovo botta e risposta virtuale, sempre sul fronte caldo della giustizia e delle regole, tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni.
Il presidente del Consiglio ha attaccato «la sinistra che si autodefinisce riformista, quella che dovrebbe avere acquisito una sufficiente cultura di governo e che ha invece siglato un patto scellerato con l’ala giacobina e giustizialista della società italiana, cioè con chi propugna il dominio della magistratura sullo Stato, sulle istituzioni, sulla politica e sulla società».
Verso la mobilitazione d'autunnoIl leader Pd aveva invece annunciato una mobilitazione nel Paese: «Raccoglieremo cinque milioni di firme per dire no ad un governo che non rispetta le regole democratiche, forza la mano sui temi della giustizia e non fa nulla per far crescere salari e pensioni».
Il Cavaliere: deriva giustizialistaBerlusconi ha colto l’occasione del meeting dei giovani Pdl per un messaggio in cui parla di «deriva giustizialista che va assolutamente fermata in nome della libertà, ed è inconcepibile che la sinistra, invece di difendere il diritto del popolo sovrano a scegliersi i suoi governanti, si schieri con chi cerca con ogni mezzo di deviare il corso della democrazia sovvertendo il voto degli elettori».
Il leader del Pd scende in campoNel confronto a distanza, è stato invece il leader del Pd a spiegare che l’iniziativa annunciata oggi «durerà nel tempo e coinvolgerà i cittadini in tutto il Paese, non la fiammata di un giorno ma una campagna capillare che andrà dove gli italiani vivono.
Nelle Feste in tutt’Italia, nelle piazze delle città, anche nei luoghi di lavoro: queste milioni di firme - sottolinea Veltroni - saranno anche la base della grande manifestazione che il Pd ha promosso per l’autunno, tenendo insieme la difesa della democrazia, della nostra Costituzione, il rispetto delle regole e la necessità di un intervento immediato e forte per dare respiro e risorse alla famiglie, per rilanciare l’economia».
Di Pietro: nessuna guerra a sinistra «Non posso immaginare guerre fratricide al nostro interno quando l’opposizione, in questo momento, deve essere unita più che mai.
Non è il giorno della conta e a chi sta scongiurando che ci sia poca gente, dico che quello sarà il giorno dell’orgoglio dei cittadini italiani per riflettere sull’uso strumentale delle istituzioni, su quella che è una menomazione [...]

Leggi tutto l'articolo