Scout, via al raduno record in ventimila in quattro campi

ROMA - "Accendi il cellulare, Giovanna.
Hai sentito? Accendi il cellulare, ti stanno cercando".
La voce, distorta dalla radio, corre frenetica da una parte all'altra del campo di Monteleone di Spoleto: 420mila metri quadri di terreno preso in prestito, per un'estate, al farro e al granoturco e destinato alle tende di 4.500 adolescenti e 1.500 educatori.
Tutti scout in attività frenetica.
Compresa Giovanna.
Che sarebbe Giovanna Pellegrini, 34 anni, insegnante precaria di matematica a Terni, ma soprattutto capo del campo: "È tutto pronto", dice.
"I ragazzi hanno montato le tende e costruito la cucina da campo, i tavoli e le panche.
L'avventura può cominciare".
L'avventura, in realtà, è cominciata ieri anche a Montella (in provincia di Avellino), a Assemini (in provincia di Cagliari) e Vialfré (sopra Torino).
È partito il Campo nazionale esploratori e guide dell'Agesci: 20mila ragazzi fra gli 11 e i 16 anni arrivati da ogni angolo d'Italia - e divisi in quattro mega-accampamenti - vivranno, fino al 7 agosto, una delle esperienze più intense della loro giovane esistenza.
Un mix di gioco e contatto con la natura, religione e sentimenti, disciplina e libertà.
Non accadeva da vent'anni: l'ultimo campo nazionale risale al 1983.
E nel frattempo, per i più giovani adepti del movimento fondato nel 1907 da Sir Robert Baden Powell, molte cose sono cambiate.
In Italia ci sono stati momenti difficili.
Come la tragedia di Val Chiavenna, agosto '99, quando tre ragazzine che dormivano su una palafitta per reggere le tende furono travolte e inghiottite dalle acque di un torrente impazzito per la tempesta.
O come i fatti di Milano, dicembre 2002, quando otto bambini denunciarono di essere stati molestati da uno dei responsabili.
Ma anche negli Stati Uniti, il cammino dell'organizzazione si è rivelato irto di ostacoli: all'inizio degli anni '90 gli scout furono investiti da un enorme scandalo legato alla pedofilia.
E uno degli sponsor più illustri, il regista Steven Spielberg, due anni fa, arrivò a ritirare la sua adesione al movimento a causa delle discriminazioni subite dai ragazzi omosessuali.
Troppo poco, però, per screditare un'associazione che conta in tutto il mondo 25 milioni di iscritti, senza distinzioni di sesso, razza, lingua e religione.
Lo stesso vale in Italia, dove gli scout cattolici, almeno dagli anni '20, sono ampiamente maggioritari.
"I problemi, quando gestisci 180mila ragazzi e 30mila adulti, sono pressoché inevitabili", spiega Edo Patriarca, presidente dell'Agesci negli anni più caldi e ora portavoce del [...]

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