Scudo spaziale

Qualcuno ha protestato per il fatto che considero una questua il futuro scudo bis.
Mi è stato obiettato che si tratta di una misura come un’altra e che chiunque cerca i suoi tesoretti come può.
Vero.
Però: nel caso dello scudo bis non c’è una sola buona ragione per cui si dovrebbe aderire.
E questo semplicemente perché dopo il primo scudo non c’è stato alcun controllo su coloro che non hanno rimpatriato (e la cosa era pure prevedibile!), ergo che differenza c’è tra chi ha rimpatriato e chi non lo ha fatto? -         Che i primi hanno pagato e i secondi no; -         Che i primi sono comunque conosciuti al fisco (ancorché il rimpatrio sia avvenuto in forma “anonima”) e i secondi no; -         Che i primi non possono subire controlli, per legge, ma i secondi non hanno subito (ed è difficile che subiscano) de facto controllo alcuno.
 La bella notizia in tutto questo è che il governo ha parzialmente invertito la rotta: se prima faceva il Robin Hood al contrario e toglieva ai poveri per dare ai ricchi, ora, seppure non è giunto a fare il Robin Hood vero, ha perlomeno imparato che se proprio vuole dare qualcosa ai ricchi (è più forte di lui, non può farne a meno) deve toglierla comunque a loro: chi sono infatti coloro che hanno portato all’estero le loro attività? I poveracci come noi? No di certo.
Sono gli stessi che dovrebbero trarre vantaggio dai futuri provvedimenti del governo.
Pertanto possiamo riassumere così: riportate in Italia il maltolto, pagate la tassa a Tremonti e poi Berlusconi ripartirà (tra voi stessi, si capisce) il ricavato.
Se non è una questua è quantomeno una cosa che da bambini chiamavamo “colletta”.
Ma se va bene a voi (per parafrasare qualcuno) buona colletta a tutti!!!  

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