Se discontinuità significa passare dalla Rottamazione alla Restaurazione l'entusiasmo per la ritrovata vitalità del Pd durerà lo spazio di un weekend – yes weekend.

E’ strage di vitelli grassi nelle redazioni dei giornaloni, tutte impegnate a riaccogliere nelle file piddine una folla di illustri figliol prodighi.
I quali, beninteso, più che dei figli hanno le fattezze anagrafiche dei padri (i quali a sinistra, si sa, qualche quarto di nobiltà lo hanno sempre) e soprattutto si sono allontanati dalla casa familiare non già per gozzovigliare, ma, sia chiaro, solo per non assistere all’immondo e incerto fornicare con qualche ideuzza liberale da parte dell’Intruso rignanese.
Così il prof.
Prodi ci informa che “la tenda si è già molto riavvicinata”.
Così Letta ci dice che “è arrivato il momento di riprendere la tessera” perché il Pd ha cessato di essere antipatico (antipatia come nuova categoria dell’analisi politica, come evidentemente si insegna a Sciences Po).
Così Veltroni, alato e poetico, vede nel Pd “una nuova luce”.
Parola d’ordine comune a tutti: chiudere con il passato.
Il sospetto di essere a pieno titolo parte di quel passato evidentemente...

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