Se il fantasma di David Trump si allarga in Occidente...

Seconda Puntata Quali saranno le conseguenze dell’elezione di Trump sugli equilibri mondiali? Intanto, da parte di influenti e meno influenti personaggi di quest’Europa delle mistificazioni politiche ed economiche, ci si lamenta dei “danni” collaterali del suffragio universale, che, dopo trent’anni di “occupazione lobbistica e corruttiva, i poteri forti e mafiosi (dal Presidente del parlamento europeo Schultz, al Presidente francese Hollande, da Giorgio Napolitano, perfino al servi di scena dell’Unità, il giornale incarta-pesce per definizione), si accorgono, li allontani progressivamente dal controllo sui popoli e dalla loro inestinguibile voracità.
Basti osservare come costoro fossero schierati globalmente per Hillary Clinton, loro tipica rappresentante, ed ora, all’indomani della sonora sconfitta, inizino col solito carosello, trito e ritrito, del solito presupposto “fascista” che Trump rappresenterebbe.
Facendo un balzo indietro di quarant’anni, quando il PCI instaurava la “guerra delle parole” contro chi non si adeguasse ai suoi diktat.
Come se i gruppettari neo-nazisti che al solo vederli sfilare (liberamente!), fanno ridere come Chaplin nel “Il Grande Dittatore”, e che si sono autoproclamati “sostenitori di Trump”, fossero più importanti dei 65 milioni di americani, per lo più maestranze, piccola e media borghesia, e rari manifatturieri, impoveriti dal WTO cinese, che hanno votato il colore rosso.
Addirittura, abbiamo sentito  in Tv progressisti in lacrime, sostenere che i 200.000 voti popolari che la Clinton ha ottenuto in più di Trump (a conteggi non ancora terminati!) dimostrerebbero  che gli americano sono con l’ex-segretario di Stato; e che, questa è la più sconcertante, la guerra economica dei dazi contro la Cina, che il neo-Presidente vorrebbe instaurare per sollevare la disoccupazione (100 milioni di persone, di cui 45 sotto soglia vitale, una situazione molto peggiore dell’Europa, dopo 8 anni di promesse obamiane!), rischierebbe di riportare un milione di cinesi sotto la sferza della dittatura: come se non fosse a tutti chiaro, che la Cina non è una democrazia, ma una gigantesca oligarchia, che schiaccia il popolo, lo fa lavorare con salari da fame (esattamente come tutti quei Paesi dove i grandi gruppi capitalisti traggono profitti enormi da manodopera schiavizzata, da cui, però ricavano prodotti che poi vendono allo stesso prezzo che se li producessero in casa!), e mantiene una elitè di “comunisti” a ostriche, Ferrari e champagne! Questo si sente e si [...]

Leggi tutto l'articolo