Se l’Umanità sapesse

Reincarnazione: legge d’evoluzione cosmica Dopo un periodo di soggiorno nello spazio dove l’anima si istruisce a contatto con le Entità Superiori, l’anima stessa rinasce nelle condizioni umane, portando con se l’eredità, buona o cattiva delle sue passate vite; portando con se il premio, se le sue opere in vita sono state buone, o portando con se tribolazioni se le sue passate vite sono state vissute odiando, fomentando odi, operando egoisticamente, seminando dolori.
Essa rinasce piccolo bambino, essa riappare sulla scena terrena, per recitare un nuovo atto del dramma della sua vita, per pagare i suoi debiti contratti nelle vite precedenti, per superare nuove prove che faciliteranno la sua ascensione, accelerando la sua marcia di avanzamento per arrivare alla Suprema Meta.
La legge della reincarnazione, chiarisce e completa il principio dell’immortalità dell’anima.
L’elevatezza della coscienza di ogni singolo, indica un piano ed una meta raggiunta per arrivare alla perfezione, perfezione che non potrebbe realizzarsi in una unica esistenza, in una unica vita, fosse questa tanto lunga e fruttuosa.
Noi vediamo nella pluralità delle vite terrene di un’anima, la condizione necessaria per la sua educazione e per i suoi progressi.
Con i suoi sforzi, con le sue lotte, con le sue sofferenze, l’anima si riscatta dallo stato di imperfezione, d’inferiorità e di involuzione e s’innalza gradatamente prima sulla terra, poi attraverso le dimore innumerevoli dei cielo stellato.
La reincarnazione conosciuta da tutte le religioni antiche (fin dal tempo dei Veda) illustrata e predicata da tutti gli Iniziati, volgarizzata dai più grandi filosofi antichi, affermata e dimostrata dalle voci d’oltre tomba, è la sola forma razionale sotto la quale si possono ammettere le tribolazioni dell’umanità presente, le riparazioni delle colpe commesse e l’evoluzione graduale degli esseri.
La riparazione del male, lo sviluppo delle attitudini e delle facoltà improntate al bene, non sempre si completano in una sola vita terrena.
Le diverse condizioni sociali, i diversi stati patologici, i diversi stati fisici ed intellettivi, costituiscono le molte prove che l’anima stessa deve superare o per espiazione o per evoluzione o per missione.
Perché ad alcuni la miseria, il malore inevitabile, mentre ad altri la fortuna, la felicità costante? A questi la Forza, la salute, la bellezza a quelli la debolezza, la malattia, la bruttezza? Perché qui l’intelligenza, il genio, e la I’imbecillità? Perché delle razze diverse [...]

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