Se si vuole controllare anche il cielo...

Pechino è già in trepida attesa delle Olimpiadi.
La città verrà, nell’intento del governo cinese, completamente trasformata per mostrare al mondo quanto la superpotenza asiatica sia avanzata tecnologicamente e culturalmente.
Hanno anche predisposto, sui rilievi adiacenti la metropoli, degli speciali cannoni con il compito di controllare il meteo in vista dell’evento olimpico.
Dette macchine spareranno cartucce nel cielo contenenti agenti chimici in grado di “controllare” gli eventi atmosferici, inibendo o meno la pioggia.
Nulla deve disturbare l’immagine di civiltà felice e progredita della Cina agli occhi del resto del mondo.
Già, peccato che Amnesty l’altro giorno abbia riproposto, per l’ennesima volta, il proprio grido d’allarme circa la, ormai sistematica, violazione dei diritti umani all’interno della NazioneIn particolare si puntava il dito contro il governo cinese per la scarsissima libertà di pensiero e di critica vigente nel Paese.
La notizia non stupisce, per la verità, più di tanto.
La Cina odierna è figlia, o figlioccia se vogliamo, della Cina sorta con la “rivoluzione culturale” di Mao (che, per l’inciso tentò di distruggere la cultura cinese, vecchia di più di 2000 anni, precedente la rivoluzione).
Come tutte le dittature anche quella comunista cinese ha sempre cercato di reprimere ogni forma di critica che potesse anche solamente incrinare la facciata di Paese ricco, forte e felice, che si voleva presentare alle altre nazioni.
La Cina odierna sembra refrattaria ad abbandonare le “vecchie abitudini”.
Avete mai letto “Porta proibita” (che consiglio a tutti di leggere) di Tiziano Terzani (uno dei miei autori preferiti, quasi un maestro di vita)? E’ un libro bellissimo.
Raccoglie una serie di articoli scritti dal famoso giornalista durante il proprio soggiorno in Cina, terminato drammaticamente a causa dei suddetti articoli.
Terzani commise un grosso errore per il Paese in cui si trovava.
Descrisse obbiettivamente ciò che vedeva, talvolta anche sottraendosi al controllo dei commissari del partito che ne seguivano l’operato.
In tal modo rese pubbliche al mondo ciò che la Cina post - comunista voleva tenere nascosto.
Povertà, ipocrisie, violazione dei basilari diritti civili, consumismo sfrenato (altra faccia del comunismo), cultura millenaria stravolta per darla in pasto ai turisti.
Tutte informazioni che non dovevano essere diffuse.
Fu così che Terzani dovette subire un processo di “reinserimento”, una sorta di lavaggio del cervello.
Lui fu fortunato.
Grazie [...]

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