Sei mesi per 14 proiettili in casa

PADOVAVenerdì, 9 Giugno 2006EX MARESCIALLO DELL'ARMASei mesi per 14 proiettili in casaLi ha aveva conservati come ricordo del lungo periodo trascorso al servizio dell'Arma.
Non ha pensato ai guai cui sarebbe andato incontro evitando di restituire gli oggetti di armamento militare.
La colossale leggerezza è costata cara ad un ex maresciallo dei carabinieri, congedatosi nel 2001 per vestire la divisa di guardia giurata .
Stefano Rigato, trentottenne maresciallo capo, padovano, all'epoca dei fatti in servizio alla stazione carabinieri di Villalagarina, in provincia di Trento, ha dovuto subire ben due procedimenti penali davanti ai giudici militari.
Assistito dall'avvocato Antonella Greco, l'ex sottufficiale ha potuto scrivere soltanto l'altroieri la parola fine alla sua odissea giudiziaria.
Con il consenso del pubblico ministero d'udienza Gabriele Casalena, Rigato ha patteggiato davanti al gup Roberto Rivello l'accusa di ritenzione aggravata di oggetti di armamento militare.
Dieci giorni di reclusione, in continuazione ad una precedente condanna per detenzione illecita di un'arma.
La pena è stata complessivamente rideterminata in sei mesi di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale.
L'ex maresciallo dei carabinieri era finito sotto inchiesta il 29 giugno dell'anno passato.
Quel giorno aveva subito una perquisizione domiciliare da parte degli investigatori della Squadra mobile della questura.
Erano saltati fuori quattordici proiettili calibro 9 lungo, appartenenti senza ombra di dubbio all'amministrazione militare.
Il sottufficiale non é stato in grado di produrre documentazione utile ad attestarne l'avvenuto passaggio di proprietà e la cessata appartenenza all'Arma.
Essendosi congedato dai carabinieri quattro anni prima, Rigato non aveva alcun titolo per conservarli in casa.
Avrebbe dovuto quantomeno denunciarne il possesso.
Luca Ingegneri

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