Sempre Avanti. Renzi sul Corriere precisa, definitivamente, la sua posizione: sta nel Pd (nessuna scissione né nuovo partito); non capeggia una sua corrente; è leale con Zingaretti.

 

Il Pd dopo Renzi.Spero che il chiacchiericcio dei commentatori di politica chiuda la telenovela su “che fa Renzi”, volti pagina e passi a parlare d’altro. Ora in campo c’è un Pd che non è di Renzi. Va analizzato, giudicato e valutato, per quello che è e che fa, senza più l’ossessivo riferimento a Renzi.
Oggi la dialettica nel Pd, se si vuole rispettare il congresso e la partecipazione di popolo alle Primarie, deve fare riferimento alle mozioni che si sono misurate al congresso. Non più alle aree, posizioni e correnti di prima del congresso.
Nei partiti democratici non dovrebbero esserci correnti ma, in base ai risultati di un congresso democratico, una maggioranza e una minoranza. Questa è unità. Che non è unanimismo.
Ripartire dalla minoranza.Nell’ultimo congresso che si è chiuso la minoranza è quella di chi si è, in modo chiaro, esplicito e trasparente, opposto alle idee, posizioni, propositi di Zingaretti proponendo una mozione e una piattaforma distinta. Questa posizione ha...

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