September 9/11 - Requiem.

In prossimità dell'anniversario dell'attentato alle Twin Towers riporto per l'ennesima volta quanto scritto da Alan D.
Altieri pochi giorni dopo.
E' il mio modo per ricordare le vittime di quel particolare inferno e per non dimenticare MAI tutti gli inferni che ogni giorno affollano questo mondo.
Altieri è "solo" uno scrittore e uno sceneggiatore, una persona come tante che però ha la capacità di analizzare lucidamente e spietatamente quello che lo circonda.
A tre anni di distanza da questo pezzo credo sia utile considerare quanto ha avuto ragione nel prevedere il futuro.
Scopo del terrorismo è generare terrore (Lenin).
The horror! The horror! (Apocalypse Now).
11 settembre 2001, giorno della fine.
Il telefono suona che il sole comincia ad apparire al di sopra degli alberi a est.
Non sono ancora del tutto sveglio.
Ancora niente caffè, ancora niente solito notiziario della NBC , canale 4.
A Los Angeles, California, sono quasi le sette del mattino, tempo della costa americana del Pacifico, tempo medio di Greenwich meno otto.
Corrispondono alle dieci del mattino della costa dell'Atlantico, tempo medio di Greenwich meno cinque.
Corrispondono alle quattro del pomeriggio in Italia, tempo medio di Greenwich più uno.
Il telefono continua a suonare.
Non sono sorpreso.
Non sono nemmeno preoccupato.
Questa è di solito l'ora in cui parlo con i miei amici editor a Milano.
Immagino sia uno di loro.
Sollevo il ricevitore.
È Gianfranco, uno dei miei amici più fraterni.
Ma non è un editor.
"Cazzo! Ma non lo vedi che cosa succede?".
La sua voce è incrinata.
"New York! È tutto un casino".
Adesso sono di colpo molto più sveglio.
Accendo la tv.
Non la NBC.
Vado alla CNN, canale 32.
Manhattan, ripresa aerea.
La torre nord del World Trade Center è un immane pilastro di fuoco e fumo.
Controllo il display.
Credo di essere finito sul canale sbagliato, il quale sta trasmettendo il film catastrofico sbagliato.
No, non è affatto il canale sbagliato.
E non è affatto un film.
La torre nord del WTC sta REALMENTE bruciando.
Gianfranco è ancora al telefono.
Rispondo qualcosa d'incoerente.
Un commentatore dalla voce non incrinata ma devastata dice che un aereo di linea si è appena schiantato contro la torre.
Chiudo la conversazione con Gianfranco.
Rimango inchiodato di fronte al monitor.In quel momento non potevo saperlo, ma sarei rimasto là inchiodato per le tredici ore successive.
L'incendio continua a bruciare.
Qualche minuto dopo, vedo qualcosa che sembra un'enorme esplosione secondaria.
Dalla parallasse di ripresa, ho l'impressione [...]

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