Serie A - Rossoneri: puntare, mirare, fuoco!

Rossoneri tra passato, presente e futuro.
Il Milan di Ancelotti una garanzia, il Milan di oggi una scommessa.
Leonardo proverà a riscrivere la storia rossonera a modo suo.
Una favola.
Una gran bella favola.
C'era una volta il Milan di Carlo Ancelotti.
Il Milan del primo derby italiano in Europa, la squadra di Andryi Shevchenko e di quello sguardo da falco che precedeva il fatidico rigore della svolta.
Quel penalty che infiammò l'Old Trafford e Piazza Duomo a Milano.
Il Milan che la stagione successiva si laureò  campione d'Italia per la diciassettesima volta, e che l'anno seguente si presentò a Istanbul per dare seguito al sogno, trasformatosi poi nel peggiore degli incubi.
Lo stesso Milan che a testa bassa risorse dallo scandalo calciopoli vendicando l'amara sconfitta dell'Ataturk alzando al cielo la settima coppa dalle grandi orecchie il 23 maggio 2007.
Quel Milan non c'è più.
Il presente ha un altro nome.
Il presente si chiama Leonardo.
Le premesse non sono delle migliori.
Il sacrificio Kakà resta ferita profonda negli animi rossoneri, le amichevoli estive non promettono niente di buono per il proseguo stagionale, il poker inflitto dai cugini in campionato, il digiuno costante del reparto offensivo, la débacle casalinga contro lo Zurigo in Champions League: tutto sembra portare ad un'unica conclusione possibile: si è conclusa un'era.
Il Milan era, ma non è più.
Ma come spesso accade nel calcio, così come nella vita, a volte toccare il fondo si rivela propedeutico a fini della rinascita.
Una rinascita innescata lo scorso 18 ottobre.
Dal 2-1 rifilato ai capitolini di Ranieri dieci risultati utili, su tutti l'impresa del Bernabeu contro i Galacticos dell'ex Kakà, fino ad arrivare alla favola di Catania.
Di fronte ai rossoneri la ghiotta occasione di scavalcare la Juventus in classifica e di rilanciarsi in una corsa scudetto da molti considerata fuori portata.
Al 90' è 0-0 al Massimino, sugli spalti espressioni di rassegnazione, fino a quando il cacciatore decide che è giunto il momento di sparare.
Puntare...mirare...fuoco! Klaas Jan Huntelaar si presenta al popolo rossonero nel migliore dei modi, rievocando un certo 'cigno di Utrecht'...
Adriano Galliani ha proprio ragione, il Milan di oggi è tutto di Leonardo, del samba brasiliano, del coraggio di rischiare, della voglia di scommettere.
È una squadra che, come troppo poco spesso succede in Italia, fa del bel gioco il suo Dna.
Uno stile che premia in Europa, ma che entro i confini nazionali non sempre paga.
È la storia degli ultimi anni, una storia che [...]

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