Serra delle Ciavole..."direttissima"

Parole, lacrime, risate…lo seguo nel bosco e a volte gli cammino accanto.
È un essere che si mimetizza e si insinua nei meandri di quel mondo a volte troppo sconosciuto eppur affascinante.
Non muta il suo sguardo e libera il suo spirito affinché viaggi liberamente in quel che ci circonda e verso ciò che ci attende.
Mi parla di paure, di incertezze, di sogni, di progetti e di equilibri ormai conquistati.
Io lo ascolto e mi confido come un bambino o un giovane ragazzo che ha dentro di sé, la voglia di sognare.
È mio “fratello” e oggi mi ha fatto dono del suo andare.
La via da affrontare è per me cosa nuova e alla sua vista cerco di intravedere il nostro passaggio.
Non ci aspettavamo tanta neve ma sorpresi e con il corpo in fermento, ci dirigiamo verso il crestone roccioso che porta “direttamente” alla cima di Serra delle Ciavole (2127mt).
I miei scarponi non mi danno tanta sicurezza e la giusta concentrazione e in un punto chiave della salita, mi divido da Roberto per poi riprenderlo più su.
Per un attimo mi sento confuso  e perso nei dirupi di questa splendida montagna.
Poi la via mi si presenta dinnanzi e risalgo su per le rocce, assaporando quel senso di piacere nel toccarle, nel farle prendere forma sotto le mie mani e le sento sicure, mie.
Guardo Roberto e con l’adrenalina in corpo, proseguiamo.
Il paesaggio è superbo e per un attimo  mi sembra di varcare i magnifici sali-scendi di un’altra splendida montagna.
Arriviamo in cima dopo essere passati sul “plateau” (ribattezzato così un po’ di tempo fa) e osservando giochi di nuvole sulle cime più in basso, brindiamo alla vita, all’amicizia e a quel che siamo.
E penso a ciò che diventiamo ogni qual volta lo spirito della montagna ci avvolge in un silenzioso e stretto abbraccio.
Penso alle parole di Roberto e ci distacchiamo dal mondo che ci circonda e alla gente che velocemente prosegue il suo andare, verso cose futili e prive di sapore.
Noi siamo uomini normali che si divertono facendo anche vie normali ma che ogni tanto sentono il bisogno di osservare il susseguirsi degli eventi, lì in quei posti, dove non c’è il bisogno di andare velocemente.
Dove la natura regola alla perfezione ogni cosa…ed io ho bisogno di questo!!!      

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