Sesso 2.0 – Chi sono i chatter/blogger?

  Nel negoziato incessante con le definizioni sociali, di genere, anagrafiche, il chatter/blogger sfugge alla molestia statistica.
Protetto da un sistema di pseudonimi è talvolta uomo, talvolta donna, talvolta giovane, talvolta maturo, contraddistinto da un'identità fluida e fluttuante.
Più il chatter/blogger sfugge alle etichette dell'antropologo, più questo a sua volta lo insegue e cerca di delinearne se non un impossibile profilo anagrafico, un profilo psicologico: è giovane, dicono i vecchi intendendo un'alterità pericolosa e deviante; è affetto da depressione e solitudine, dicono i cantori della degenerazione post moderna; è dipendente dalla tecnologia, dicono i neoluddisti; è handicappato o, più semplicemente, timido ed introverso, che in chat cerca un'occasione d'espressione, dicono i più ottimisti.
  Il "negoziato" tra chatter/blogger e società investe aspetti cardini del rapporto individuo gruppo, il chatter/blogger: sfugge costantemente alla domanda di trasparenza del sociale; è opaco, ha una "second life" che risponde alle regole di un'altra comunità, quella virtuale, anch'essa opaca alla comunità reale; avvolge spesso di segreto la sua vita Virtuale, la nasconde al partner, agli amici, ai parenti, cogliendone il tabù sociale che la caratterizza.
Se alla fine il chatter/blogger "confessa" di chattare, improvvisamente si scopre che chatta la vicina di casa, il collega, la cugina, il fratello, l'amico d'infanzia, che non sono necessariamente depressi, soli, brutti o con problemi.     

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