Sesso con la mia avvocatessa: giusto o sbagliato?

Si, è vero: martedì pomeriggio ho fatto sesso con la mia avvocatessa, una donna di quarant'anni sposata da quanto ne aveva ventisette.
Il filing è iniziato nel suo ufficio ed è finito nella camera da letto di casa mia.
Ci conoscevamo da soli tredici giorni, ma è bastato perché tra noi si stabilisse subito un'intesa.
Lei ha alle spalle un matrimonio infelice, sono tre anni che dorme separatamente dal marito.
Mi è bastato sussurrarle qualche parolina dolce nell'orecchio per farla sciogliere come un ghiacciolo in piena estate perché, come diceva la scrittrice Isabella Allend, “per una donna il miglior afrodisiaco sono le parole, il punto “G” è nell'orecchio".
E io ho colpito lì prima ancora di colpire altrove.
Ma in fondo le donne sono così: se le trascuri, se non si sentono più amate, se del marito non sopportano nemmeno più l'odore, prima o poi ti tradiranno.
Non so se questo sia giusto o sbagliato, so solo che davanti a una donna che ci sta perché tirarsi indietro?

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