Sfasciano l’ospedale, già liberi per un errore

Edizione CIRC_SU113/06/2006MARIELLA ROMANO Torre del Greco.
Il sindaco Ciavolino rivendica la linea dura, mentre l'Asl si costituisce parte civile contro i giovani che la notte tra sabato e domenica hanno seminato terrore nell'ospedale Maresca.
La notizia della scarcerazione dei ragazzi fermati dalla polizia e accusati di rissa, danneggiamento aggravato, interruzione di pubblico servizio e reati contro pubblico ufficiale, sconcerta il primo cittadino mentre il manager dell'Asl 5, Gennaro D'Auria, annuncia l'avvio della procedura per la richiesta di risarcimento danni nei confronti delle persone identificate.
«Speravo - dice Ciavolino - in una pena esemplare.
Non concordo con i magistrati perché temo che episodi simili possano ripetersi.
Scriverò al prefetto per informarlo su quanto accaduto e rimetterò nelle sue mani qualsiasi decisione: sarà lui a stabilire se è necessario convocare un comitato per l'ordine e la sicurezza.
Nel frattempo, ritengo indispensabile potenziare il drappello e lasciarlo sempre in funzione».
Appello condiviso dal manager dell'Asl: «Predo atto - dice D'Auria - dell'iniziativa del sindaco e ringrazio la polizia per l'azione svolta.
Adesso, però, è necessario arginare una situazione che non possiamo più tollerare.
Se questi individui pensano che l'ospedale è un luogo dove tutto è consentito si sbagliano e lo devono capire.
Tuttavia, siamo consapevoli che la rivalsa non basterà a cancellare la paura.
Per questo provo un senso di rabbia indescrivibile: facciamo sacrifici per costruire una buona sanità e una banda di giovani arriva e distrugge tutto».
Perciò ieri mattina i legali dell'Asl hanno iniziato ad acquisire gli atti per avviare la richiesta del risarcimento.
Ma, a D'Auria non basta: «Sono a disposizione delle forze di sicurezza per studiare una strategia.
Il drappello deve rimanere aperto anche di notte.
E, sia chiaro, non lo dico per ridurre il servizio di sorveglianza privata».
Un problema sociale anche per il direttore sanitario del Maresca.
«Come selvaggi - racconta Alfredo Irollo - almeno 30 ragazzi hanno iniziato a picchiarsi fuori dal pronto soccorso.
Nulla è servito a calmarli.
Per fortuna, l'intuito delle GUARDIE GIURATE ha consentito di limitare i danni e l'intervento delle forze dell'ordine è stato immediato anche se la battaglia all'interno del nosocomio è durata quasi 25 minuti».

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