Shahbaz Bhatti è stato ucciso

...ma dal Cielo continua la sua missione.
E presto sarà riconosciuto il suo eroico martirio e la Chiesa di Cristo lo annovererà fra i suoi Santi.
Era una notizia già nell'aria ma molto opportunamente Marco Respinti ne dà conferma oggi sulle colonne de "La Bussola Quotidiana": È ufficiale, i vescovi pakistani chiederanno a Papa Benedetto XVI di proclamare Shahbaz Bhatti (1968-2011) «martire e patrono della libertà religiosa».
Lo hanno deciso all’unanimità nel corso dell’assemblea svoltasi dal 20 al 25 marzo a Multan.
Un primo gesto pubblico importante si svolgerà del resto nella seconda settimana di aprile, quando l’episcopato e i fedeli cattolici del Paese asiatico si riuniranno a Islamabad per commemorare il Ministro per le minoranze religiose assassinato il 2 marzo a 40 giorni esatti dalla morte.
Intanto, mentre la Conferenza episcopale pakistana maturava questa importante decisione, e mentre altri due cristiani venivano ammazzati dal fanatismo intollerante, dal carcere di Sheikupura dov’è rinchiusa per avere “offeso Maometto e l’islam” Asia Bibi ha fatto udire la propria voce attraverso il marito Ashiq e gli avvocati della Masihi Foundation, la charity riconosciuta dal governo pakistano che si occupa dell’assistenza ai bisognosi, della tutela dei diritti umani e della difesa delle minoranze, e che quindi oggi patrocina il caso della giovane donna accusata in base alla vigente legge sulla blasfemia.
Dice Asia che «la legge sulla blasfemia dovrebbe essere abolita poiché nuoce a tutti, cristiani e musulmani.
Nessuno sarà al sicuro in Pakistan finché questa legge sarà in vigore.
Io sono una vittima innocente di questa legge: soffro senza aver commesso nessun crimine».
Le sue parole, riprese da agenzie e giornali, hanno fatto il giro del mondo.
Asia si trova in uno stato di forte prostrazione a causa della dure condizioni della prigionia, aggravata dal digiuno quaresimale che sta osservando.
Si riaccende solo quando le parlano del pontefice.
«Il mio sogno più grande è quello di incontrare Papa Benedetto XVI.
La “Masihi Foundation” mi ha detto che il Santo Padre ha parlato di me: questo mi ha dato una grande speranza, mi ha spinto a continuare a vivere, mi ha fatto sentire amata, consolata e sostenuta dal mondo intero.
È un privilegio sapere che il Papa ha parlato per me e che segue il mio caso personalmente.
Vorrei vivere abbastanza per vedere il giorno in cui potrò incontrarlo e ringraziarlo di persona».
Del resto, la sorte toccata a Salmaan Taseer (1944-2011) - il governatore [...]

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