Sherlock Holmes

Londra.221B, Baker Street.
Sherlock Holmes.
Il dottor Watson.
Un mistero.
Partendo da elementi semplici e da una traccia solida, Guy Ritchie intesse per più di due ore una trama complicata, un mistero capace di far interessare anche il più esigente tra gli investigatori, Sherlock Holmes.
L'arresto, la condanna a morte e la risurrezione di Lord Blackwood, un criminale assassino di giovani donne e sedicente stregone con infiniti poteri, intrigano il nostro eroe che, con un dottor Watson intelligente e maturo che gli fa da spalla/fratello/compagno/guida, decide di appassionarsi al caso.
Esaltazione dell'intelligenza, dell'acume e del ragionamento, il film mette in guardia dai simbolismi, dalla magia nera e dal panico collettivo delle credenze e mostra un Holmes cinico e freddo che spiega tutto con il pensiero.
La magia è un insieme di trucchi che sfrutta la credulità della gente.
Se però l'intelligenza non lo abbandona mai, il suo fidato compagno/coinquilino si appresta a farlo, con l'intenzione di convolare a nozze con una piacente Mary: da qui il secondo livello del film, che intervalla piacevolmente l'indagine con scenate di gelosia fatte dall'investigatore (apparentemente) più freddo del mondo ai danni del povero Watson.
La sfida finale verrà vinta, ma un nuovo personaggio nascosto nell'ombra continuerà a tramare fino (probabilmente) al secondo capitolo della saga...
Abbiamo forse un candidato alla trilogia? Il resto sono effetti speciali, edifici in costruzione, progresso galoppante in video e "trucchi del cinema".
Non imprescindibile, ma si lascia guardare.
7/8.
 

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