Si al referendum a Catalunya: “vivere vuol dire prendere partito”

di Andrea QuarantaA poche ore dal referendum dell’1 ottobre, vale la pena soffermarsi sullo scenario politico che si è via via definito con maggiore chiarezza nelle ultime settimane a Catalunya.Arroccato nel rifiuto del referendum e nella negazione della dignità nazionale al popolo catalano, il governo del Partido Popular è ricorso alle armi tipiche della propria tradizione politica: la persecuzione giudiziaria per motivi politici, la censura e la sospensione dei diritti civili, culminata nell’ordine di impedire la consulta popolare mediante la creazione di una vera e propria zona rossa, estesa per 100 metri attorno ai seggi elettorali, un repertorio degno degli eredi del fascismo spagnolo.I popolari definiscono illegale il referendum d’autodeterminazione perché modifica la cornice costituzionale: nel 2011 però, quando le autorità europee imposero l’introduzione del principio del pareggio di bilancio nella costituzione spagnola, così da applicare l’austerità neoliberista, il PP e il PS...

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