Si chiama Umberto Boccioni (3)

Catania, Chiesa di Santa Maria dell'OgninellaDopo tutto Umberto Boccioni è sì diventato un giovane uomo a Catania, ma è nato da genitori romagnoli a Reggio Calabria, è vissuto a Forlì e a Genova e ha trascorso gran parte della fanciullezza e dell’adolescenza a Padova, la città che ancora marca alcune sue schioccanti esclamazioni, dove vivono la madre Cecilia e la sorella Amelia, più grande di sei anni.
Un po’ la pubblica amministrazione destina i suoi dipendenti alle prefetture che ne hanno bisogno; un po’ il padre di Umberto è un inquieto giramondo; e così si spiega il vagare dei Boccioni – originari di Morciano, a mezz’ora di bicicletta da Cattolica – nel Nord e nel Sud dell’Italia.
Né Catania, guardando all’esperienza di Umberto, si riassume nel milieu influenzato dal poliedrico Marletta e nel circolo dei collaboratori della «Gazzetta della Sera».Prima di frequentare le stanze di via dei Cestai, Umberto Boccioni è andato qualche volta in un’altra redazione, quella del «Corriere di Catania», giornale un tempo dell’Associazione Progressista e adesso dominato dalla figura dell’avvocato Sebastiano Battiati.
E soprattutto, ultimamente è divenuto un ammirato lettore del più moderno quotidiano dell’isola; il palermitano «Giornale di Sicilia», che dichiara una tiratura di 50.000 copie, vanta collaboratori autorevoli, pubblica avvincenti romanzi d’appendice e – quel che più interessa a Umberto – è il più ricco d’illustrazioni.
Ogni giorno in quelle pagine, fitte di articoli e di notizie, disegnatori abilissimi tracciano profili e scene, ora caricando una fisionomia, ora raccontando un incontro di ministri, ora immaginando l’esotico teatro d’un episodio della guerra in atto nel Sud Africa.
Benché i professori della Regia Scuola Tecnica «Agatino Sammartino» non se n siano accorti, Umberto riesce bene nel disegno, tanto che spesso supera due suoi amici dalla mano felice, Vincenzo Daidone e Mario Nicotra.
Ha studiato, eccome, per affinarsi, per imparare a riprodurre sulla carta le forme che avverte di possedere nitide e chiare dentro di sé: volti, persone, panorami e cose, le più svariate.
I familiari e gli amici conoscono bene quest’inclinazione naturale di Umberto per il disegno; ed è strano, veramente è strano che la carriera scolastica e gli esiti degli esami non testimonino di tutto ciò.Il giovane infatti ha mancato la conquista del diploma nella sessione estiva; e per ottenerlo ha dovuto superare in ottobre tre prove, relative alle discipline nelle quali gli [...]

Leggi tutto l'articolo