Signor Presidente, si sogna mai di Imre Nagy?

ROMA - Il M5s presenterà oggi la richiesta per avviare la procedura di messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica.
Si tratta, secondo quanto si apprende in ambienti M5s, di un atto che ad avviso del Movimento dovrebbe istruire il complesso procedimento previsto dall'articolo 90 della Costituzione.
  Il potere relativo all'instaurazione dei procedimenti d'accusa è attribuito dalle norme costituzionali al Parlamento in seduta comune, del quale è da considerarsi organo il 'Comitato per i procedimenti d'accusa' che rappresenta la prima fase di una complessa procedura relativa all'amministrazione della giustizia politica nei confronti di soggetti investiti di responsabilità costituzionali.
L'articolo 90 della Costituzione prevede l'irresponsabilità del Capo dello Stato per gli "atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione".
L'istanza del M5s, secondo quanto si apprende, si incentrerà principalmente sul caso delle intercettazioni tra il Capo dello Stato e Nicola Mancino nell'ambito della cosiddetta trattativa Stato-Mafia.
Ma nell'istanza ci saranno, assicurano i Cinque Stelle, anche altre motivazioni.
  M5s: sondaggio in rete 'sfiducia' Napolitano - "La Rete sfiducia Napolitano": così il M5s annuncia il risultato del sondaggio on-line lanciato oggi sul blog del Movimento a cui hanno risposto 20.042 cittadini.
Per il 60,96% pari a 12.217 voti, l'atto più grave è rappresentato dalla "richiesta di distruzione delle intercettazioni tra il Presidente della Repubblica e Nicola Mancino nell'ambito della cosiddetta trattativa Stato-Mafia".
  Erano quattro le domande a risposta multipla sottoposte liberamente alla Rete.
Oltre a quella sulla trattativa stato-mafia che ha ricevuto il 61% dei voti, ha ricevuto un risultato quasi pari il quesito su come venisse considerato il "grave il silenzio di Napolitano quando nel 1997 vennero secretate le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone alla Commissione parlamentare sui rifiuti relative al disastro criminale e ambientale nella cosiddetta 'Terra dei Fuochi".
  Secondo il Movimento "Napolitano che allora ricopriva il ruolo di Ministro degli Interni non mosse un dito pur sapendo tutto, e tacque per i 16 anni successivi".
A questa domanda hanno risposto il 59,19% dei partecipanti al sondaggio, pari a 11.862 voti.
Il 43,04%, pari a 8.627 voti, ritiene gravi le sue responsabilità nella "marcia forzata condotta al ritmo dell'austerity verso una unificazione europea in nome delle banche e della [...]

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