Signorina

   (...) Sebbene non fosse mai capitato di avere animosità con chicchessia, è naturale che non tutti risultino affabili e simpatici al primo approccio e quel pomeriggio intorno alle sei aveva tutti a pesare sullo stomaco e se c’era un desiderio grande, era quello di finire la serata anticipando le manovre di trasformazione del divano in letto per starsene beato e idiota ad ascoltare musica, guardare la TV o familiarizzare o, per meglio dire, socializzare in rete con qualcun altro, al di là dei monti e dei mari, per sostenersi a vicenda, per rassicurarsi prima di un meritato riposo alla fine della giornata.
Un capannello di persone sotto casa era insolito e si capiva che qualcosa doveva essere successo.
A passo lento, si avvicina all’uomo di spalle per ascoltarne le parole.
Traspariva mestizia e pena, più di circostanza che per dolore autentico o interesse particolare.
L’uomo parlava sottovoce  e, a fatica, si potevano udire le parole in modo distinto ma una luce lampeggiante interrompe il conciliabolo condominiale,  poco più che vecchi conoscenti per avere usato quotidianamente le stesse scale e il medesimo ascensore.
Solo poche frazioni di sillabe che però non possono essere fraintese.
  Quanti anni aveva?   Cinquanta.
  No, era più giovane, quaranta, quarantacinque.
  Il verbo al passato pronunciato in modo enfatico,  poteva confondersi con la nostalgia di chi l’aveva conosciuta quella persona quand’era in vita ma non in questo caso.
Quelle poche parole generavano un forte sospetto tra il pettegolezzo e il perdono nei confronti di chi non poteva più ribattere alle accuse.
Che la signora o meglio signorina trovata cadavere nel letto professasse il puttanesimo, nessuno aveva mai dubitato anche se, avendone la libertà di farlo, non si daranno mai pace questi intriganti  liberi da pena umana, che ognuno in casa propria fa ciò che vuole o desidera, in questo caso era fin troppo chiaro che non molestasse bambini o animali e che ognuno pratica il buon costume adatto al gusto personale, la cotognata è aspra ma esiste chi la trova dolce, adatta al suo palato.
(...)

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