Silvia Toffanin, Fausto Brizzi rompe il silenzio a Verissimo

Fausto Brizzi rompe il silenzio e si confessa per la prima volta nello studio di Verissimo rilasciando una lunga intervista a Silvia Toffanin.
Dopo le accuse di molestie sessuali, tanti "no comment" e le indagini degli inquirenti, il noto regista ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti.
“Bisogna sempre e comunque mantenere l’ironia perché ti salva - ha confessato Brizzi, che è stato recentemente assolto da tutte le accuse -.
Ma alla fine un calcio nel posteriore aiuta a resettare la propria vita in meglio, a guardare meno volte il telefonino e a fare in modo che le persone a cui vuoi bene, stiano bene”.
Il regista ha svelato a Silvia Toffanin di aver trovato la voglia di reagire grazie all'appoggio degli amici più cari, della moglie Claudia Zanella (oggi sua ex) e della figlia.
“La vera terapia di quest’anno è stata circondarmi di persone che mi volessero bene - ha spiegato -.
Questa cosa mi ha permesso di passare da duemila a cento numeri sulla rubrica del cellulare.
Improvvisamente capisci chi sono le persone superflue e quelle fondamentali.
È stato un periodo un po’ rocambolesco - ha ricordato - in cui sfuggivo ai giornalisti e in cui molte persone, che pensavo semplici conoscenti, invece mi hanno dato le chiavi della loro casa in caso di emergenza.
Giravo con le chiavi di una quindicina di abitazioni sparse in tutta Italia anche perché i miei amici mi volevano vedere in casa”.
Il regista romano ha poi parlato del processo mediatico che si è creato intorno alle accuse fatte da alcune donne nei suoi confronti.
“Questo è un malessere diffuso nel nostro Paese per cui sembra che la gente non voglia vincere qualcosa o avere una fortuna, ma vedere una sfortuna degli altri - ha detto a Verissimo -.
Basta leggere i giornali per vedere che sono solo le notizie tragiche che ci interessano: quelle buone sono relegate in un trafiletto.
Se una persona viene accusata di una cosa gli viene data una certa rilevanza, se poi la persona viene assolta gliene viene data un’altra”.

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