Silvio rivoluzionario e abbandonato. Il leader Udc: «Ha devastato i moderati».

Forse era meglio se puntava sul Milan.
L'altra creatura, il Popolo della libertà (Pdl), non ha accolto la resurrezione (politica) di Silvio Berlusconi con tanto calore.
Dopo che il Cav ha minacciato di togliere la fiducia al governo Monti, Alemanno, Formigoni, Sacconi, persino il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto si sono spesi a difendere il governo tecnico, in vista della virata al centro. Gli avversari sono partiti all'attacco: «L'Italia si merita altro» ha detto il candidato Pd, Matteo Renzi. Per non parlare dei futuri possibili alleati.«HA DEVASTATO L'UNITÀ DEI MODERATI».
Pier Ferdinando Casini ha risposto duro: «In 24 ore è passato dagli elogi, agli attacchi, alle minacce.
Ma la politica non ha bisogno di ricatti».
«Se andrà dritto per questa strada si troverà solo», ha avvertito il centrista.«Berlusconi ha devastato, in questi anni, l'unità dei moderati per cui ha dimostrato che su quella base si può creare un partito populista di destra che non ha nulla a che fare con il partito popolare europeo con i moderati», ha dichiarato il leader dell'Udc rivolgendosi soprattutto ai pidiellini.
«C'è una grande parte di moderati, anche nel Pdl, che non è disposta a mettere a rischio la tenuta del Paese», ha aggiunto.FELTRI: LE PRIMARIE NON SI FARANNO.
E in effetti il giorno dopo il suo sfogo, Berlusconi ha potuto contare solo un manipolo di pochi fedelissimi.
Fedelissime, soprattutto: da Daniela Santanché pronta subito a ritirarsi dalle primarie, alla devota Micaela Biancofiore, fino a una agguerrita Alessandra Mussolini. C'è anche chi ha proposto una riunione di direzione straordinaria: «È vero che il Pdl è tuttora un partito a trazione carismatica, ma nulla vieta al segretario Alfano (direi anzi che la situazione addirittura glielo imponga) di convocare immediatamente la direzione Nazionale con un solo punto all'ordine del giorno: continuare o no a sostenere Monti», ha lanciato Mario Landolfi dell'ufficio di Presidenza. A questo punto Vittorio Feltri ha gelato tutti, convinto che Silvio regnerà ancora incontrastato: «Ora le primarie non servono più», «Molti osservatori, tra cui me, prevedono che delle primarie non se ne farà nulla». Mussolini fedele al capo.
Frattini e Alemanno: «Solo uno sfogo»Tra i pochi schierati col fondatore del Pdl, la pasionaria Mussolini: «Il duro attacco del presidente Berlusconi al governo Monti, al quale mi onoro di non aver dato mai la fiducia, impongono al Pdl di staccare la spina».
Lex missina ha anche abbracciato in toto la battaglia giudiziaria [...]

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