Sin city

A volte ci si imbatte in libri, film, musiche molto strani, che toccano corde che magari non si pensava neanche di avere.
In questi casi spesso le persone sviluppano verso queste opere sentimenti opposti, di odio o di amore.
E Sin city è uno di questi film: o lo detesti o ti conquista.
La pellicola è una fedele trasposizione dell'omonimo fumetto noir creato da Frank Miller (anche co-regista).
Tutto è costruito sull'intreccio drammatico di diverse storie di uomini e donne perduti e violenti in una città perduta e violenta chiamata (Ba)sin city.
L'atmosfera è cupa, piovosa, triste, l'azione è cruda, macabra, grottesca, da grand guignol.
Eppure, nello squallore e nella cattiveria umana, è percettibile un barlume di speranza: non tutti hanno dimenticato cosa significano le parole amore, onore, amicizia.
Dal punto di vista tecnico il film è più che interessante.
Infatti, la "traduzione" di un fumetto in una pellicola con attori in carne e ossa è impresa decisamente complessa da affrontare.
Robert Rodriguez (aiutato, oltre che da Frank Miller, anche da Quentin Tarantino) ha usato un (talvolta) coloratissimo bianco e nero, assurdo e straniante, pieno di chiaroscuri fasulli.
Parallelamente, l'azione è del tutto inverosimile, la scenografia fumettosa, così come i costumi e i dialoghi.
Mai si tenta una qualsiasi adesione al vero, benché il tutto abbia una precisa coerenza interna.
Degno di nota anche il cast, folto di attori di primo piano (americano), che ben incarnano la variopinta e spesso imbruttita cittadinanza di Sin city.
Se non fosse per l'eccessiva e fastidiosa violenza, sarebbe un film assai migliore.
Comunque interessante.
Per me 3 stelle.
Riccardo (Europlex, Pioltello, maggio 2005)

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